Page 364 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            daglie, decreti di promozione, carte sciolte e alcuni opuscoli riferiti al mi-
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            litare decorato .
               in definitiva sembra interessante sottolineare che la dicotomia nella con-
            servazione non pare abbia creato particolari difficoltà gestionali del patri-
            monio archivistico. La raccolta continuata dal Museo si limitò fortemente,
            assumendo un carattere di ricerca di documenti complementari al percorso
            espositivo senza mai valutare la necessità di costituire un archivio storico
            vero e proprio attraverso l’ingresso di interi fondi documentari.
               in sostanza, con la costituzione dell’Ufficio Storico nel 1965, il Museo
            Storico, erede delle tradizioni dell’istituzione e di una parte delle relative
                                                                   130
            fonti documentarie, continuò ad assolvere la sua funzione . la scelta poli-
            tica di sopprimere gli enti morali che facevano capo direttamente alle forze
            armate assunta nel 1995 portò nel 1998 all’estinzione anche del Museo
            Storico dell’Arma dei Carabinieri che fu assorbito nell’Istituzione e posto
            alle dirette dipendenze del Vicecomandante Generale, quale custode delle
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            tradizioni dell’Arma .
               La fine dell’esperienza quale ente morale e la riconfigurazione quale
            reparto dell’Arma non ebbe impatto sulle procedure e prassi all’interno del
            Museo. Per quanto riguardava la gestione della documentazione archivisti-
            ca e fotografica, il personale continuò a seguire le indicazioni già presenti
            nel regolamento interno nell’ultima edizione del 1962.
               È significativo considerare che, per quanto riguarda l’archivio storico,
            una rilevazione databile attorno al 2010/2011 individua complessivi 941
            faldoni (o buste), 12.902 «copertine indice», sebbene più correttamente
            dovrebbe trattarsi di unità archivistiche (fascicoli, registri, volumi, ecc.),
            per un totale stimato di oltre 183.000 documenti.

            129    MACC, AC, n. 62 di protocollo P, «Acquisizione di cimeli, quadri, uniformi, ecc», n. 62/166 «P»
            di prot. in data 27 agosto 2013, «Verbale di acquisizione di materiale storico-artistico-documentale»
            appartenuto a Chiaffredo Bergia.
            130    Flavio Carbone, Tra leggenda e realtà: le fonti per la storia custodite dall’Arma dei Carabinieri,
            «Elite e Storia – semestrale di studi storici», 4 (2004), n. 1, pp. 145-152 e idem, Materiali per una sto-
            ria dell’Arma dei Carabinieri: il Museo Storico, l’Ufficio Storico del Comando Generale e la normativa
            per la conservazione dei documenti storici, «Bollettino dell’Archivio dell’Ufficio Storico», 4 (2004),
            nn. 7-8, pp. 7-16.
            131    Tra i vari contributi si rimanda a Generale MOVM Umberto Rocca, Il Museo Storico dell’Arma
            dei Carabinieri in due secoli di storia, in Acta del Convegno di Studi della Commissione Italiana di Sto-
            ria Militare «Archivi, biblioteche, musei militari. Lo stato attuale, le funzioni sociali, gli sviluppi», Ro-
            ma, 19-20 ottobre 2005, presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, Roma, Commissione
            Italiana di Storia Militare, 2006, pp. 168-170, nonché per un profilo più ampio S. Trani, Le fonti do-
            cumentarie cit., nonché Ead. Gli archivi degli uffici storici e dei musei delle Forze armate: appunti per
            una discussione, «Le Carte e la Storia», 11 (2006), n. 1, pp. 40-47.
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