Page 359 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  359


                 nel 1949, tra le nuove acquisizioni del patrimonio archivistico, si se-
              gnalavano singoli documenti e più raramente fascicoli, per lo più prove-
              nienti da militari in servizio, da militari in congedo, da familiari di questi o
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              da simpatizzanti dell’Arma .
                 ancora nel 1952, la legione allievi inviò «un interessante complesso di
              documenti vari, comprendenti memorie storiche della Legione, che vanno
              dal 1861 al 1885, e alle quali è allegata una breve storia della legione stes-
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              sa, nel suo primo decennio di vita» .
                 A partire dal 1953 e per alcuni anni, si ha notizia della preannunciata
              riorganizzazione dell’archivio Storico, attraverso «due schedari, uno dei
              quali basato sull’epoca dei fatti e quindi «cronologico» e l’altro sulla na-
              tura dei fatti stessi, e quindi per materia o «alfabetico». Le carte schedate,
              custodite in varie centinaia di volumi o mazzi, allineati in più ordini sulle
              apposite scaffalature metalliche, trovano ora e troveranno sempre più com-
              pletamente nei due predetti schedari, la loro sintesi indicativa, agli effetti
              di quelle ricerche di elementi storici, che costituiscono la ragione prima
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              dell’esistenza di tali archivi» . È interessante evidenziare che nel 1954
              «il contenuto di 236 cartelle di atti ufficiali e documenti vari trova rispon-
              denza, sistematica e cronologica, in un numero di schede che superano il
              migliaio», riportando anche i principali argomenti e i periodi storici trat-
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              tati sino a quel momento . L’attività non ebbe mutamenti neppure con le
              modifiche introdotte nel 1955 con particolare riferimento allo statuto che
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              confermava i compiti assolti dal Museo .
                 Si noti che, proprio in virtù del mancato adempimento delle disposizio-
              ni regolamentari interne del 1942, non vi è distinzione di provenienza del-
              la documentazione la cui origine può essere ricostruita solo virtualmente;
              inoltre, sembra che i fascicoli non siano stati organizzati logicamente per
              fondi o serie ma collocati a scaffale, dopo la schedatura, secondo un prin-


              «Archivio storico e biblioteca – archivio fotografico – cineteca» in «Bollettino-Notiziario del Museo
              Storico dell’Arma dei Carabinieri», 30 (1962), n. 41, p.11, in cui si fa riferimento a 6 cortometraggi e 3
              documentari, nonché a 4 nastri magnetici.
              112    «Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri», 18 (1949), n. 29, p. 3. Nel
              1950 il notiziario non fu pubblicato.
              113    «Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri», 20 (1952), n. 31, p. 3.
              114    «Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri», 21 (1953), n. 32, p. 3; 22
              (1954), n. 33, p. 4; 23 (1956), n. 34, p. 4.
              115    «Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri», 22 (1954), n. 33, p. 5.
              116    D.P.R. 20 settembre 1955, n. 1144 pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 9 dicembre 1955, n. 283
              anche in Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri cit., pp. 13-16.
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