Page 84 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               La nuova edizione probabilmente deve essere collegata al più articolato
            processo di revisione di molti testi interni alle Forze armate e all’arma dei
            Carabinieri sia a seguito della mutata condizione economico-sociale italia-
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            na , sia dell’esperienza bellica di quegli anni che trovò l’acme durante il
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            conflitto italo-turco , sia nella più complessa organizzazione interna dello
            Stato che portò anche all’elaborazione di un nuovo codice di procedura pe-
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            nale approvato di lì a poco . È utile accennare alla previsione, disciplinata
            da un’apposita tabella, che individuava le autorità e gli enti che potevano
            chiedere informazioni all’Arma dei Carabinieri Reali, nonché il tipo di in-
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            formazioni da fornire a cura dell’Arma .
               La struttura della nuova edizione si manteneva simile a quella prece-
            dente con i modelli che rappresentavano una necessaria integrazione. Gli
            articoli erano ancora su 69 numeri organizzati su tre parti come nel 1891,
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            «disposizioni generali», «disposizioni speciali pel carteggio di 1 , 2  e 3
            divisione», «registri»; quest’ultima rimandava al modello 9 che racchiude-
            va i registri obbligatori per i differenti livelli gerarchici dell’arma. Com-
            pletavano l’istruzione i modelli (tabelle) così organizzati: modello 1, tabel-

            generale Giuseppe Del Rosso. La circolare è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale dei Carabi-
            nieri Reali, 1911, 2  dispensa straordinaria e come tale compare sul frontespizio sebbene la co-
                          a
            pertina riporti che la pubblicazione era del «Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Rea-
            li», denominata «Istruzione sul carteggio e sulla tenuta degli uffici – giugno 1911», stampata da
            «Voghera Enrico – Tipografo delle LL. MM. il re e la regina», con datazione «Roma 1911». La
            copia dell’opuscolo è stata consultata presso la biblioteca del Museo Storico dell’Arma dei Ca-
            rabinieri. Si segnala la presenza di una copia dell’edizione anche presso la biblioteca nazionale
            centrale di Firenze.
            145    Si tratta del Regolamento organico per l’Arma dei Carabinieri Reali e del Regolamento Ge-
            nerale per l’Arma dei Carabinieri Reali che furono approvati con due Regi decreti in data 24 di-
            cembre 1911. Per quanto riguarda poi il nuovo regolamento generale, Denicotti ricordava che
            introduceva «quei maggiori criteri di libertà e quella più larga ed efficace iniziativa che le muta-
            te condizioni civili e sociali dei tempi esigevano», R. Denicotti, Delle vicende cit., pp. [130-131]
            146    Sulla base dell’esperienza libica, poi era stato dato alle stampe anche un nuovo manuale che
            comprendeva le attività di polizia militare assolte dai carabinieri: Ministero della Guerra – Co-
            mando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio istruzioni e manovre, n. 103 – Servizio in guer-
            ra – Parte I. Servizio delle truppe, Roma, Voghera Enrico, 1912. Un estratto apparve qualche
            anno dopo, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, Stralcio del Servizio in Guerra
            – Parte I. Servizio delle truppe – riguardante l’Arma dei Carabinieri Reali, Roma, Voghera Edi-
            tore, 1914.
            147    Il codice fu approvato con Regio decreto 27 febbraio 1913, n. 127.
            148    Regolamento organico per l’Arma dei Carabinieri Reali cit., pp. 11-12. Come ricorda pun-
            tualmente Denicotti, la pubblicazione disciplinò «però – con norme tassative e di riconosciuta
            necessità – l’arduo servizio delle informazioni, per modo che fossero ben definiti i casi in cui
            esse possono domandarsi e fornirsi, e le persone o gli enti investiti di funzioni atte a richieder-
            le, R. Denicotti, Delle vicende cit., pp. [130-131].
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