Page 85 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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              la di riparto in categorie e specialità del carteggio d’ufficio per i comandi
              di legione territoriale; modello 2, tabella di riparto in categorie e specialità
              del carteggio d’ufficio per i comandi di divisione, compagnia, tenenza e
                                a
                         a
              sezione di 1  o di 2  classe; modello 3, tabella di riparto in specialità e pra-
              tiche del carteggio d’ufficio per i comandi di stazione; modello 4, modello
              per il registro di protocollo; modello 5, coperta indice per gli atti del car-
              teggio; modello 6, modello per l’intestatura della carta per lettere d’ufficio;
              modello 7, modello per l’intestatura della carta per elenchi di trasmissione;
              modello 8, processo verbale di arresto per esecuzione di mandato dell’au-
              torità Giudiziaria; modello 9, delitti previsti dalla statistica numerica; mo-
              dello 10, quadri numerici dei delitti commessi e degli arresti stati operati
              nel mese; modello 11, tabella indicante i registri da tenersi da ogni ufficio
              e comando dell’arma; modello 12, tabella dei lavori periodici ed eventua-
              li che gli uffici inferiori trasmettono a quelli superiori nell’interno della
              legione e che il comando di quest’ultima trasmette al Comando Generale
              dell’Arma; modello 13, statistica numerica dei reati commessi; modello
              14, relazione giornaliera dei reati ed avvenimenti; modello 15, quadro per
              l’inserzione dei reati e delle contravvenzioni che si debbono riferire solo
              numericamente;  modello  16, relazione  giornaliera  degli arresti  eseguiti
              dall’Arma, consegne e costituzioni alla medesima.
                 il modello n. 4 (per il registro di protocollo) rappresentava un’interessan-
              te novità, poiché confermava l’introduzione di un nuovo modello di registro
              di protocollo già adottato pochi anni prima in forma semplificata rispetto la
              struttura del 1871, i modelli n. 6 e 7 (d’intestazione delle lettere) rappresen-
              tavano la trasformazione dell’esemplare di lettera e dell’elenco di trasmis-
              sione di documenti (mod. 4 e 7 del 1891). Per gli aspetti di carattere opera-
              tivo, furono introdotti anche altri quadri di sintesi che offrivano una visione
              più ampia e puntuale del contrasto alla criminalità ad opera dei Carabinieri:
              «delitti previsti dalla statistica numerica», mod. 9, «statistica numerica dei
              reati commessi», mod. 13, «relazione giornaliera dei reati ed avvenimenti»,
              mod. 14, «quadro per l’inserzione dei reati e delle contravvenzioni che si
              debbono riferire solo numericamente», mod. 15 e la «relazione giornaliera
              degli arresti eseguiti dall’Arma, consegne e costituzioni» al modello 16.
                 Si potrebbe sostenere quindi che, in tale fase storica, vi fu la necessità di
              verifica e di sensibilizzazione dei comandi Carabinieri verso un maggiore
              controllo del territorio, con l’incremento dell’attività di contrasto alla crimi-
              nalità e la conseguente attività ispettiva sui reparti gerarchicamente inferiori.
                 Più in generale, si può osservare che a proposito delle ricerche, si richia-
              mavano le disposizioni già emanate dal Ministero dell’interno al riguardo
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