Page 90 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            26 la trattazione di un settore particolarmente interessante, sebbene non di-
            spendioso come altri, relativo alle spese «comprese quelle per riparazioni
            ed altro alle biciclette di proprietà del Ministero dell’interno».
               Un ulteriore aspetto d’interesse è dato dai registri obbligatori per i vari
            uffici e comandi dell’arma.
               in particolare, il numero totale previsto nell’istruzione in questione era
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            salito a 130, ovvero dieci in più rispetto il 1891 .
               in via preliminare si osserva una revisione di tutto l’impianto in un’ot-
            tica di riorganizzazione e sistematizzazione dei registri che nell’edizione
            del 1891 è meno presente. Un elemento assente, fattore di particolare ri-
            lievo nella precedente edizione, era dato dalla specificazione della fonte
            normativa da cui discendeva l’uso del registro o ruolo, limitando così la
            possibilità di attribuire al Ministero della Guerra, a quello dell’interno, al
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            Comando Generale o ad altre autorità l’uso di alcuni documenti . In ogni
            caso, la tabella fu riorganizzata e semplificata; innanzitutto, furono indicati
            i registri della prima divisione, poi quelli della seconda, i registri obbliga-
            tori per i livelli inferiori alla legione e, infine, i registri della terza divisione
            della legione che, come è già noto, era responsabile della supervisione del
            servizio d’istituto ovvero dell’attività principale dei Carabinieri.
               a proposito della ripartizione dei registri per aree, si può precisare che
            circa 45 di questi (orientativamente da 1 a 45) erano riservati alla prima
            divisione che gestiva principalmente il personale, 55 (da 46 a 101) erano
            dedicati alla seconda divisione e, di conseguenza, alle incombenze logisti-
            co-amministrative e i rimanenti 29 all’area più marcatamente operativa (da
            102 a 130). L’approssimazione è legata in realtà alla constatazione che al-
            cuni registri come, ad esempio, il quaderno del vitto (n. 113) o l’inventario
            dei beni mobili mod. a (n. 126) erano assegnati alla terza divisione e alle
            compagnie, tenenze e sezioni sebbene fossero connessi ad aree funzionali
            distinte da quella di carattere operativo. Si può pertanto ipotizzare anche
            in tale fase che tali documenti erano stati aggregati alla terza divisione uni-
            camente per la gestione di capitoli di bilancio da rendicontare al Ministero
            dell’Interno, anziché a quello della Guerra.
               il quaderno vitto (n. 113), insieme al registro della ripartizione della


            158    Si veda in appendice il documento 18, tabella indicante i Registri da tenersi da ogni ufficio
            e comando dell’Arma in BUCCRR, 1911, dispensa 2  straordinaria, circolare n. 2190-1, «Istru-
                                                    a
            zioni sul carteggio e sulla tenuta degli uffici», pp. 113-127.
            159    L’ultima colonna della tabella è intitolata «annotazioni», anziché «disposizione che ne pre-
            scrive l’uso».
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