Page 95 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria          95


              proposte che la scala gerarchica avanzava. Per tale pubblicazione e per le
              circolari che avevano integrato le disposizioni originariamente emanate nel
              corso dell’età liberale, non si individua alcun collegamento tra il Comando
              del Corpo di Stato Maggiore, all’interno del quale era incardinato l’ufficio
              storico di quel Corpo e la gestione documentaria, segnalando così l’assen-
              za di una azione in materia da parte del più alto organo tecnico-operativo
              che avrebbe assunto le funzioni di Comando Supremo in caso di mobilita-
              zione bellica.
                 in secondo luogo, il rimando alle disposizioni del 1871 presentava an-
              cora all’inizio del novecento un titolario in bozza da adattare alle esigenze
              di ciascun comandante di reggimento e di deposito, a differenza di quello
              dei Carabinieri che, invece, era già strutturato soprattutto per i comandi
              d’ufficiale e di sezione.
                 in terzo luogo, mentre i Carabinieri avevano dato alle stampe una gui-
              da dettagliata per una gestione ottimale dei propri affari e degli archivi,
              la scelta del Ministero andava nella direzione opposta, lasciando ampie e
              forse troppe autonomie ai comandi dei reparti.
                 La sensazione che sembra emergere dallo studio del fascicolo n. 8 è
              piuttosto di avere a che fare con una materia che necessitava di regolamen-
              tazione ma che, in definitiva, non riscuoteva particolare interesse.
                 Si noti, infine, che i rapporti con gli archivi di Stato erano citati esclusi-
              vamente per richiedere «certificati, estratti matricolari, ecc.», con l’obbligo
              di indicare «l’oggetto per cui le richieste stesse sono fatte». Ciò chiarisce
              che solamente la documentazione matricolare dei corpi era conservata suc-
              cessivamente presso gli archivi di Stato, mentre non vi sono indicazioni
              di sorta per tutta la restante documentazione, con particolare riferimento a
              quella operativa e addestrativa, che è lecito considerare sottoposta a mas-
              sicce operazioni di scarto e alienazione o distruzione.
                 Per ritornare agli archivi dell’arma, va precisato però che furono intro-
              dotti negli anni successivi nuovi elementi d’interesse. a titolo esemplifica-
              tivo si possono citare i registri «delle società sovversive» e «delle persone
              veramente pericolose in linea politica».
                 Secondo quanto potuto verificare sinora, tali registri furono introdotti
              nell’agosto del 1914 allo scopo di far conoscere «personalmente gl’indi-
              vidui sovversivi e sappiano [conoscano] le società pericolose esistenti nel
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              proprio territorio»  e dopo aver tenuto conto delle proposte che i comandi

              166    USACC, Biblioteca, serie circolari manoscritte, anno 1914, circolare n. 2742/4 di protocollo
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