Page 91 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria          91


              spesa (n. 124) e quello della distribuzione del vino (n. 125), era inserito
              nel programma di «contabilità di Stazione» previsto per i carabinieri che
              aspiravano alla promozione a vicebrigadiere da conseguire al termine di
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              appositi corsi che si svolgevano presso i comandi legione .
                 in linea generale, poi, nell’analizzare la tabella si possono osservare
              alcuni aspetti: un primo segnale di mutazione è legato all’uso del registro
              di protocollo riservato speciale che, rispetto al 1891, è allargato ai livelli
              inferiori alla legione, eccezion fatta per le stazioni. Ciò consente di ipotiz-
              zare, di conseguenza, la costituzione di piccoli fondi archivistici dedicati a
              tale tipo di documentazione particolarmente delicata. Così, a parte la sta-
              zione, tutti gli altri comandi dell’Arma furono dotati dei medesimi registri
              di protocollo (ordinario, riservato e riservato speciale) e quindi allineati tra
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              loro nella produzione documentaria . Tra i registri di prima divisione ne
              furono introdotti di nuovi: ad esempio, il registro delle visite di sorpresa (n.
              7), custodito dalle stazioni da far compilare in occasione di attività ispetti-
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              va dei superiori .
                 Per quanto riguardava i nuovi registri istituiti, si devono segnalare quel-
              lo delle attestazioni per l’elettorato politico ai militari di truppa (n. 46) poi
              abolito, quelli per la mobilitazione, i registri dei quadrupedi, dei cavalli e
              delle mule (nn. 50 e 51).
                 analizzando quindi la parte dei registri di terza divisione riservati al
              servizio d’istituto, si rappresenta che le modifiche furono ridotte al minimo
              essenziale. Dal punto di vista semantico si segnala il cambio di denomi-


              160    Si veda a proposito ASACC, D960.11, Giovanni Bracco, Manuale del Carabiniere – Guida
              pratica per l’esame di promozione al grado di vicebrigadiere compilato secondo le norme della Cir-
              colare n. 2220-9 delli 25 settembre 1907 per cura di - , Roma, Libreria Militare, 1909, pp. 141-
              146. La copia del volume riporta l’annotazione di proprietà sulla copertina «Ernesto Cabruna
              Car.bre a p.di».
              161    Si dovrà ancora attendere qualche anno per individuare un titolario uniforme per la docu-
              mentazione classificata, segno di un ritardo nella gestione di tale documentazione particolar-
              mente interessante ma anche dell’attenzione, sorta in prossimità del primo conflitto mondiale,
              di procedere ad una standardizzazione delle procedure e dei titolari; si veda USACC, Bibliote-
              ca, serie circolari manoscritte, anno 1915, circolare n. 212/1 di protocollo ad oggetto «Riparti
              del carteggio riservato e riservato speciale dal 1° gennaio 1916» del Comando Generale dell’Ar-
              ma dei Carabinieri Reali – Ufficio Segreteria in data 17 aprile 1915, a firma del tenente genera-
              le, comandante generale, Gaetano Zoppi, inviata ai comandi di legione, alla scuola allievi uffi-
              ciali e alle colonie.
              162    Per alcuni cenni sulla situazione dell’Esercito in età giolittiana, Rochat - Massobrio, Breve
              Storia cit., p. 151 e più in generale Piero Del Negro, La professione militare nel Piemonte costi-
              tuzionale, in Giuseppe Caforio - Piero Del Negro (a cura di) Ufficiali e Società, Milano, Franco-
              Angeli, 1988, pp. 211-230.
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