Page 86 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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86 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
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(n. 3) . L’organizzazione del protocollo, come già fatto precedentemente
per gli ufficiali, era estesa anche ai marescialli d’alloggio maggiori coman-
danti di sezione (n. 9). Rispetto all’edizione del 1891, gli archivi classifi-
cati (riservato e riservato speciale) furono introdotti in tutti i livelli gerar-
chici, superando così il dualismo precedente ove la sola legione gestiva
quello riservato speciale (n. 8). ancora nel 1911, tuttavia, si può affermare
che la stazione non potesse avere il registro di protocollo per le differenti
tipologie di archivi (ordinario, riservato, riservato speciale), ma avrebbe
continuato a mantenere un registro (copialettere) di corrispondenza per le
comunicazioni del protocollo ordinario mentre, per i documenti riservati
e riservati speciali, avrebbe conservato la minuta nel relativo fascicolo,
riportando nel copialettere unicamente gli estremi (n. 10), cioè numero di
protocollo e data per consentire comunque di tracciare la comunicazione. A
proposito dell’uso del cifrario per comunicazioni di particolare delicatezza
da inviare via telegrafo, l’istruzione precisava (n. 33) che la stazione avreb-
be dovuto usare quello distribuito, mentre i comandi superiori avrebbero
dovuto precisare quale avevano usato (Guerra, interno o arma) per dar
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modo al destinatario di poterlo decrittare (n. 34) . L’istruzione precisava
anche le disposizioni in materia di gestione del registro di protocollo e
dell’archivio (n. 38), rinviando a precedenti atti emanati sia dal Ministero
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della Guerra, sia dal Comando Generale .
149 Circolari n. 10000 SS. del 4 dicembre 1912 recante «Servizio delle ricerche (Semplificazio-
ne e riorganizzazione» in «Bollettino ufficiale del Ministero dell’Interno» 11 dicembre 1912, n.
35 e del 6 giugno 1913 recante «Servizio delle ricerche – Periodicità giornaliera del Bollettino
– Abolizione della circolare dei catturandi» in «Bollettino ufficiale del Ministero dell’Interno»
11 giugno 1913, n. 17.
150 in realtà la materia era piuttosto parcellizzata. infatti si riscontrano anche cifrari realizzati dalle
legioni o dai corpi d’armata. Un esempio in ASMACC, faldone 203, che riporta tracce dell’adozio-
ne di un cifrario della Legione CC di Palermo e di un cifrario del 12° Corpo d’armata.
151 Le norme di riferimento erano date da: «disposizione N. 1 del fascicolo N. 8 della Raccolta
(bozze di stampa) e le circolari del Comando Generale, N. 5690-6 e 6175-90 rispettivamente
del 16 giugno 1906 e 4 gennaio 1907, tenute presenti le limitazioni per l’alienazione del vecchio
carteggio di cui alla circolare del 30 dicembre 1878, N. 24-7540, […] nonché le modificazioni
di cui è cenno nella presente istruzione: modificazioni che furono tutte approvate dal Ministero
della Guerra». Il N. 1 del fascicolo N. 8 prescriveva le «Istruzioni sul modo di tenere e classifi-
care il carteggio per parte dei comandi e servizi dipendenti dal Ministero della guerra», richia-
mando con modifiche le disposizioni del 17 dicembre 1871 a firma del Ministro Ricotti, nonché
le modifiche sopraggiunte nel tempo. Si noti che, purtroppo, la copia del BUCCRR del 1878 cu-
stodita presso la biblioteca del Museo Storico è priva di alcune pagine tra le quali quelle relati-
ve alla circolare del 30 dicembre. L’annata presso l’Ufficio Storico, invece, è una riproduzione in
fotocopia di quella del Museo. In ogni caso ne è stata reperita traccia in Leopoldo Scuri, Guida
pratica di servizio fra i comandi, i corpi, gli uffici militari e le autorità civili nei loro vicendevoli

