Page 245 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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Un percorso di ricerca: i rimboschimenti forestali  245

              foreste fu la predisposizione del Piano forestale nazionale, contenente le stra-
              tegie per avviare il «rinascimento forestale italiano» .
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                 La realizzazione del Piano era stata contenuta dalla legge pluriennale per
              l’attuazione di interventi programmati in agricoltura n. 752 del 1986 (legge
              Pandolfi). Questa legge fu profondamente innovativa, perché aveva previsto
              un Piano forestale nazionale separato da quello agricolo, mentre nella legge
              Quadrifoglio i due comparti erano ancora uniti.
                 Il Piano forestale nazionale , strumento politico programmatico con valen-
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              za scientifica, diveniva un’entità a sé. Il bosco era inteso non solo come «bene
              produttivo di legno, ma anche di servizio ambientale, un fatto di cultura più
              che di coltura ».
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                 Tale visione, infatti, prefigurava una valutazione multifunzionale delle fo-
              reste con un indirizzo della politica forestale volto a conciliare il piano econo-
              mico con quello ecologico secondo una prospettiva aperta e nuova del sistema
              foreste.
                 Tutto ciò si evince da quanto riportato nella premessa al Piano:

                   il bosco è considerato oggi riserva di energia, di legno, di varietà genetica;
                   è espressione spontanea della Natura e come tale di rilevanza culturale e
                   scientifica possente [...]. Si punta alla gestione attiva del patrimonio esi-
                   stente non per ricavare più legno e più reddito in termini privatistici, ma
                   rendere più efficaci i servizi ambientali del bosco e più stabile l’ecosistema
                   forestale. In questa gestione è previsto il ricorso alla utilizzazione ma senza
                   fini speculativi, bensì con il proposito fondamentale di non turbare né il
                   paesaggio, né l’intensità e la complessità degli equilibri insiti nell’ecosi-
                   stema.
                 Questo strumento proponeva una strategia basata sulla pianificazione, ge-
              stione e cure del patrimonio esistente più che sui tradizionali rimboschimen-
              ti. L’obiettivo prioritario era il buon governo dei boschi esistenti, affinché i
              boschi ancora conservati potessero mantenersi e assicurare le loro molteplici
              funzioni.
                 La  nuova  strategia  selvicolturale  era  la  manutenzione  del  bosco, intesa
              come intervento colturale dovuto al bosco, anche se scarsamente remunera-
              tivo, in termini produttivi. Manutenzione era vista come soluzione ideale tra
              l’abbandono e lo sfruttamento.
                 Ai vecchi cantieri di rimboschimento degli anni Cinquanta si sarebbero
              dovuti affiancare i nuovi cantieri di manutenzione forestale.


              27  Ibidem.
              28  Il Piano forestale nazionale è stato approvato il 02/12/87 dal Comitato interministeriale per la
                 programmazione economica) (C.I.P.E.) e pubblicato sulla G.U. il 07/03/88.
              29  Alessandrini, Il tempo cit.
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