Page 138 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
P. 138

la  stessa,  ma nella  destinazione.  Stando al  suo inventore,   da  una vecchia imbarcazione,  uno sloop  di  nome Maria,
               infatti,  era  da  considerarsi una nave  da  guerra,  destinata   dopo averla debitamente modificata e, soprattutto, ampia-
               ad affondare insidiosamente quelle tradizionali di superfi-  mente zavorrata.
               cie.  Strutturalmente con la sua sezione a goccia e la  coda   La zavorra, infatti, costituisce la componente più innova-
               biforcuta ricordava un grosso cetaceo: sul dorso un lungo   tiva del suo progetto: almeno 10 tonnellate nella stiva, oltre
               snorkel ripiegabile, in assetto orizzontale per la navigazio-  due pesi per altre 20 tonnellate, fissati sotto la chiglia, pesi
               ne  in  affioramento  e  verticale  per  quella in  immersione.   questi ultimi che presumibilmente determinavano la disce-
               La propulsione era sempre fornita  dai remi,  con le solite   sa del battello ma che, una volta sul fondo, dopo alcune ore
               guarnizioni ai  fori  di attraversamento dello scafo, mentre   di permanenza avrebbero dovuto essere sganciati in modo
               la variazione di peso da sacche in pelle piene di acqua che   da provocarne l'emersione. Emersione agevolata da un di-
               con  una adeguata pressa  potevano essere svuotate,  come   screto numero di botti vuote poste anch'esse nella stiva. In-
               pure in sacche in pelle erano le riserve di aria. n progetto   torno alla prova in acqua, si accendono le scommesse, attiz-
               ancora una volta non conobbe alcuna realizzazione.     zate dallo stesso Blake, che va affermando che quello strano
                                                                      aggregato, dipinto di rosso,  è in grado di scendere fino  ad
                                                                      una quarantina di metri, restare a quella profondità almeno
               8.6.  La bara sottomarina di]ohn Day,  1774            12 ore, per poi risalire senza alcuna difficoltà o danno.
                                                                         Il22 giugno il Day si immerge, nelle acque a nord dell'i-
                 Di John Day s'ignora la data di nascita, verosimilmente   sola di Drake a Plymouth Sound: ha con se  una candela,
               negli anni '40 del XVIII secolo, ma si conosce con assoluta   dell'acqua  potabile e  dei  biscotti,  per rendere le  ore  sul
               esattezza quella della morte il22 giugno del177 4, essendo   fondo meno penose. Ma i suoi calcoli sono completamente
               la prima vittima accertata a bordo di un sommergibile!  Il   errati: il battello scende, ma non risale né dopo 12 ore né
               Day era  un falegname  carradore,  che  per ragioni  ignote   mai  più!  Forse si  schiantò  scendendo inadeguato a sop-
               da un  certo momento in  poi della  sua vita  si  interessò ai   portare la pressione o,  forse,  adagiatosi sul fondo non ri-
               battelli sommergibili. Affermava, a ridosso degli anni '70,   uscì  a sganciare  i pesi,  restandovi  per sempre.  La  morte
               di averne  costruito  uno  col quale si  era immerso  ad  una   per Day  dovette  pertanto  sopraggiungere,  subito  se  per
               decina di piedi di profondità,  trascorrendo sul fondo  24   schiacciamento,  nel  giro  di  alcune  ore se  per ipotermia,
               ore. Forse in base a quel reale o millantato successo, il Day   in oltre una giornata se per asfissia: la sua rossa bara non é
               chiede  e  ottiene  un  finanziamento  di  350 sterline  da  un   mai stata ritrovata.
               certo  Christopher Blake,  per  costruire  un  sommergibile
               più  grande,  che l'ingegnoso falegname  pensa  di  ricavare   Sotto: disegni di progetto del sommerigibile di foh n Day,  177 4.

























                                                                                              PLAT&  7.   IUY'  .  .11/: T//IJ /J  01·
                                                                                           SUSI'!::NDJ.\ C  S TON I::  B.·ILLASI .  l\  h
            .·J,  -t .   \ir ChaUJbt·r.       r·, c. c.  C(IIOtlred  Bnoys for  Si g uallm~ P~lfllOS('"' ·
              Il.  Cover fnr .\ir Chaulhcr Orwnin,.;.   V .  \'c·nic,;al  Huchh:r.
              W.  (  ouncr·rpoi!-o  • for Covcr U·
   133   134   135   136   137   138   139   140   141   142   143