Page 188 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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ca".  Il mare è calmo,  La  notte buia  e intorno a noi tutto   Cunninghrun valutò immediatrunente il pericolo, memore di
                 è tranquillo. Stiamo avanzando Lentissimamente quando   quru1to era accaduto a Suda e Gibilterra. Da tempo si atten-
                 il palombaro Marino mi dà un colpo sulla spalla:  "Tutto   deva  un  attacco  italiano  contro la flotta. n servizio segreto
                 a dritta" dice.  Per poco non siamo investiti da  una nave.   gli aveva riferito che la Marina Italiana possedeva dei piccoli
                 Inizio la ricerca della portaerei,  ma inutilmente (seppi in   apparecchi  d'assalto  che  potevano  navigare  in  superficie  o
                 seguito che era partita prima della nostra azione).  Ad un   immersi portando le loro micidiali cariche fin sotto la carena
                 certo momento mi trovo davanti la prua di una nave da   delle navi. Egli ordinò subito che i due prigionieri fossero in-
                 guerra. Ritengo mio dovere attaccarla anche se cosz'facen-  terrogati allo scopo di conoscere per quale motivo si trovava-
                 do vengo a disobbedire agli ordini.  Quando sto per accin-  no nel porto egiziano. Quando gli comunicarono che gli ita-
                 germi all'attacco,  noto che i cannoni delle  torri devono   liani si rifiutavano di parlare, ordinò immediatan1ente che essi
                 essere inferiori ai nostri  152:  quindi ho  da fare  con  un   venissero rinchiusi in una cala p rodi era della 'Valiant', situata
                 incrociatore, non con una corazzata.  Un po' a malincuore   bene  al  disotto  della  linea  di  galleggirunento.  L'runmiraglio
                 decido di rinunciare a questo bel bersaglio già a portata di   sperava evidentemente che i due italiani, trovandosi rinchiusi
                  mano per andare in cerca della grossa petroliera.    a bordo della nave condannata, si  sarebbero decisi ad indi-
                 Dopo  circa  un  quarto  d'ora  di  ricerche,  sono  costretto   care il punto dove avevano nascosto le cariche. La 'Valiant'
                 a togliermi la  maschera a causa  del mal di testa  e di un   esplose pochi minuti dopo, e la stessa sorte toccò alla petro-
                  urto  di vomito.  Continuo  senza  maschera  verso  la  zona   liera 'Sagona' la cui esplosione danneggiò gravemente anche
                 delle petroliere,  finché ne vedo  una  grossa  e carica  che,   il  cacciatorpediniere 'Jervis'  (l'affondatore del 'Pola')  che le
                 stimo sulle sedicimila tonnellate.  Provo ancora  una  vol-  si era affiancato.  Dopo una ventina di minuti, mentre Cun-
                 ta a rimettere la maschera,  ma non riesco a sopportare il   ninghrun si trovava a poppa per osservare il disastro, anche la
                 boccaglio. Decido allora di eseguire l'attacco in superficie.   'Queen Elizabeth' esplose: l' miraglio fu  proiettato in aria
                 Mentre Marino  sta  lavorando  sotto la  carena,  una  nave   per circa un metro e mezzo, per sua fortuna non riportò alcu-
                 più piccola si affianca alla nostra.  Chiedo a Marino,  con i   na ferita. Sei uomini avevano messo fuori combattimento più
                 soliti segnalz; come va, e lui risponde che va bene. Quando   di settantrunila tonnellate di naviglio nemico. Una cosa inau-
                 torna a galla gli mostro La  seconda unità,  e luz;  contento   dita. La flotta inglese del Mediterraneo, con la  perdita delle
                  mormora: "Speriamo che resti qui ancora per tre ore,  cosz'   ultime due corazzate efficienti, era in una situazione criticis-
                 sarà  servita anche lei".  Depositate le  bombe incendiarie   sin1a.  Le navi poggiavano sul fondo  e dalle  fotografie  della
                 ad un centinaio di metri dalla  nave,  mi avvio con Mari-  ricognizione aerea il danno non fu valutato in pieno. In Italia
                 no per uscire dal porto. Ad una barriera siamo fermati ed   si pensò che si trattasse solo di lievi danneggiru11enti, invece la
                 arrestati da alcune guardie egiziane.  Veniamo condotti in   'Valiant' rin1ase immobile fino al marzo del1942 e fu poi por-
                  un ufficio dove troviamo due tenenti della polizia egiziana   tata a Durban per altri sei mesi di lavori; la 'Queen Elizabeth'
                 che cominciano ad interrogarci. Il mio orologio subacqueo   ne ebbe per un tempo assai più lungo. Non partecipò più ad
                  è sul tavolo con altri oggetti sequestratz; sono esattamente   alcun  operazione navale fino  alla  fine  della  guerra  e fu  poi
                  le cinque e tre quarti del19 dicembre. Pochi secondi dopo   disarmata.  Churchill informò il  Parlrunento inglese soltanto
                 si sente una forte esplosione che fa  tremare il caseggiato.   nell'aprile del1942 quando il momento critico per la squadra
                 Più  tardz;  mentre saliamo  in  macchina,  se  ne sente una   inglese era  passato.  Gli inglesi  ebbero parole d'anm1irazio-
                 seconda più lontana e,  più tardi ancora,  una terza.  10   ne per i marinai italiani. Lo stesso an1111iraglio  Cunninghrun
                                                                       non mancò di elogiare il valore individuale degli italiani. Cosi
                 Questo infine un sintetico resoconto dell'impresa descritta   scrisse: "Uno non può non ammirare il sangue freddo di questi
               dagli inglesi:  "La notte del diciannove dicembre 1941, l'run-  italiani: ogni cosa era progettata, pensata, eseguita con la massi-
               miraglio Cunningham riposava nel suo alloggio a bordo della   ma precisione e la massima determinazione."  11
               "Queen Elizabeth"  quando, verso le quattro, un ufficiale si
               precipitò a svegliarlo per annunciargli che due sommergibili-
                                                                       11   Cfr. Storia Illustrata, n.  129, agosto 1968.
               sti italiani erano stati trovati sulla boa p rodi era della "Valiant".


                                                                       Nella pagina a fianco:  in alto,  la  HMS "Valiant" in bacino.  Ben evi-
               10
                 Le  citazioni  delle  relazioni  sono  tratte  da  A.  MARCEGLIA,  S.   dente  lo  squarcio  causato  dalla  carica  esplosiva  di  De  la  Penne;  in
               ScHERGAT,  Uomim;  marinai medaglie d'oro.  Dalla  Profondità  degli   basso,  le  unità  britanniche  Valiant  e  Queen  Elizabeth  poggiate sul
               abissz;  al cielo degli eroi, pp. 6 e sgg.              fondo nella base navale di Alessandria d'Egitto.




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