Page 186 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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Relazione di Marceglia                                  solo e porto la testa dell'apparecchio in corrispondenza
                 Avvisto alla distanza di circa 300 metri il mio bersaglio,   della chiglia della nave.
                 la nave da battaglia 'Queen Elizabeth'. A un certo mo-  Sono  circa  le  tre  e venticinque  del  19  dicembre.  Ri-
                 mento ritengo di essere sotto lo scafo della nave. Avan-  prendiamo la  navigazione.  Passando di prora alla nave
                 zo di qualche metro, ora il rumore è molto /orte e faccio   scorgo una luce della 'Valiant' puntata sull'acqua. Forse
                 eseguire una ricognizione.  Il palombaro Schergat mi/a   c'è qualcosa che non va per i miei compagni. Alle quat-
                 segno  di salire.  Sono  in  corrispondenza  con  l'aletta  di   tro  e mezzo tocchiamo terra,  ci liberiamo delle tute,  le
                 rollio alla quale assicuro l'apparecchio con un morsetto.   nascondiamo  sotto  una  barca  restando  in  divisa,  indi
                 Mando il palombaro all'altra aletta per eseguire il colle-  ci avviamo  in  cerca  di  un'uscita.  Stiamo  per  varcarla
                 gamento.  Nella suddivisione del lavoro, avevo assegna-  quando  un  arabo  ci ferma.  Attraversiamo uno spiazzo
                 to  al palombaro  questa fase,  avendo  verificato  la  mia   e finalmente raggiungiamo la strada.  Dopo pochi metri
                 scarsa  capacità di mantenere l'equilibrio e la  direzione   siamo fermati da un soldato sudanese. Gli parlo in fran-
                 sott'  acqua di notte. Il primo tentativo non riesce. Scher-  cese,· non capisce e chiama un'altra sentinella. Alla fine
                 gat ritorna e gli ordino di ritentare.  Dopo un certo tem-  ci scambiano per marinai francesi  che  hanno  perduto
                 po,  che mi sembra enorme,  ricevo finalmente il segnale:   la  strada  e c indicano  la  via  per  l'imbarcadero.  Verso
                 è arrivato dall'altra  parte.  Gli porto  l'altro  morsetto e   le sei comincia ad albeggiare.  Rovesciamo i polsi delle
                 assicuriamo il cavetto all'aletta di rollio di sinistra.  Ri-  maniche per nascondere i galloni e il collo della giacca
                 torniamo  all'apparecchio;  Schergat,  staccata  la  carica,   all'interno per  occultare  le  stellette.  Alle sei e cinque
                 mi avverte che  si sente male.  La  lunga  respirazione  d   sentiamo  uno  scoppio.  Alle  sei  e quaranta  entriamo
                 ossigeno e il lavoro a 10 metri di profondità,  gli hanno   nel bar della stazione per ri/ocillarci e per scaldarci. Al
                 prodotto un inizio d avvelenamento da  ossigeno con le   momento di pagare con una delle banconote da cinque
                 caratteristiche scosse  epilettiche.  Termino  il lavoro  da   sterline che c erano state date,  il cameriere dice di non




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