Page 183 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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Le informazioni giunte nella stessa serata conferma- Pochi minuti dopo, gli idrofoni rivelano che i tre equi-
no la presenza delle due navi da battaglia, eccitando sia paggi si allontano. Che Iddio li accompagni e li aiuti. 19
l'equipaggio che gli operatori dei maiali. Prosegue il co-
mandante: Da quel momento i tre 'maiali' sono del tutto autono-
mi nella loro impresa che così verrà rievocata dai rispetti
Non appena mi risulta dall'esplorazione al periscopio eqmpagg1:
che il buio è totale, vengo a galla di quel poco che è
sufficiente per poter aprire il portello (in affioramen- Relazione di Durand de la Penne
to, come si dice in termine tecnico) e salgo in plancia. Decido di eseguire la navigazione in superficie. Il mio
Tempo ideale: notte buia, mare calmissimo, cielo sere- vestito fa acqua, il respiratore va bene. Navighiamo
no. Davanti a me, vicinissima sta Alessandria: ne rilevo in formazione senza respiratori, con Marceglia sulla
alcuni edifici caratteristici e determino la posizione; con sinistra e Martellotta sulla dritta. Essendo in anticipo
grande soddisfazione constato che ci troviamo, con l' ap- sull'orario apriamo il tubo porta viveri e facciamo co-
prossimazione del metro, sul punto previsto. Risultato lazione. Continuiamo la stessa rotta. Dopo circa cinque
eccezionale, dopo 16 ore di navigazione cieca! Subito minuti sentiamo il primo scoppio di bomba, ci avvici-
dopo, coi piloti infagottati nei vestiti da sommozzato- niamo alle ostruzioni. Vediamo e sentiamo parlare alcu-
re e l'autorespiratore indossato, ha luogo la cerimonia ne persone sul! estremità del molo. Vediamo anche un
di auspicio; non parole, né abbracci: «Comandante,» grosso motoscafo che incrocia silenziosamente dinanzi
chiedono, «dateci il calcio portafortuna.» E con questo al molo e che lancia bombe. Le bombe ci danno abba-
strano rito, nel quale metto molto slancio perché il mio stanza fastidio. Navigo senza respiratore, solamente con
augurio sia sentito, avviene il congedo. la testa fuori. Ho perduto il collegamento con Marce-
Salgono per primi i due capi equipaggi di nserva: Feltrinelli glia. Vedo di poppa delle macchie scure che si avvici-
e Spaccare/li. Hanno il compito di aprire i portelli dei cilin- nano rapidamente: sono tre grossi cacciatorpediniere.
drz; in modo che agli operatori tale fatica sia risparmiata. Passo a pochi centimetri dalla prua del primo. Aumento
Ad uno ad uno, de La Penne e Bianchz; Marceglia e velocità ed esco in superficie. Entro in porto insieme col
Schergat, Martellotta e Marino, paludati nel nero vesti- secondo caccia mentre l'onda del terzo mi butta sotto la
to, le mosse impacciate dall'autorespiratore, salgono la boa. Perdo il contatto con Martellotta. Il terzo caccia è a
scaletta e sparzscono nel buoi della notte e del mare. Mi
poso sul fondo.
9 Ibidem p. 184.
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