Page 153 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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u; ARMI NELLA COI':QUISTA DEL CONTINENTE AM~RICANO 119
(49) Per iJ rapporco tra dislocamento deUa nave e pe.so dell'artiglieria imbarcara veda.si
Care, cit., p. 28).
{50) Stumpo. cir., p. 24.
(:51) Se può esserci l'accenazione suUa ripologia delle •niglierie imbarcate, qualche incer·
cena può sussis~re per la denominazione delle bocche da fuoco, tenuro conto, altresì, della
modesta conoscenza tecnica dei rradunori (si segnala, per esempio, la scaua familiarità con
i termini tecnici e navali deUa uadunrice del volume di Patry). lnolrre, le unità di misura (peso
e lunghena, per lo più) non vengono trasformare in unirà in u.so oggi, per cui vi possono essere
differenze in relazione al sistema di misura adonaro dall'autore.
Per quanto concerne la differen:r.a neUa denominazione delle bocche da fuoco in Francia
dal 1410 al 1480 cfr. P. Conramine, U. g""'"' tkl /litlhtJtVIJ, U Mulino. 1986, p. 204; per le
bombarde milanesi nel 1472 e per l'ardglieria i11glese daUa fine del XV aU'ini:r.io del XVI seco-
lo. ivi, tah. ) e 6, p. 208-209; e la cab. 4 per il rapporto tra bocc.a da fuoco, proiettile e peso
di polvere.
Se Il Conramine si riferisce alle artiglierie terrestri, il lavoro di Smith e Brown è dedicato
a quelle imbarcare, per le quali R. D. Smirh (Jownrds a new ripology /or Ult'oNght·t'ron orrltr1111n-
p. 5·16) propone una classificazione tipologica. (~analisi. cunavia sono foc•lizzare su ri1rova·
menti neUe ncque camlbichc ed inglesi, rrnscurando i reperti delle raccol<e italiane).
lnf•ne, per la nomcnd~rum delle artiglierie inglesi vednsi c.~rr. ~it.. p. 246-249. Per la cor·
risp<ttiva versione spagnola, olcre ai nomi smndard (smeriglio. falconeno, meuo sacro, sacro,
colubrina, mena colubrina, passa volante, serpcmina. Aspide, basilisco e altre) si possono tro-
vare, neUe opere dell'cc~ delle scoperte, nomi alquanto poerici o affetTivi come dntgonll, f>'lira·
1/lll, gmfnlw. nbalt/oqllinu. pasa(/()f'ls, tksfHratloJ, tij/anfls, trah11rantu, rifadtms, rth11fos, mJUimtt, ~atOs,
f>'drtro rt/llsa11tl4, rompago, brlllm11ro, qllthranlamNro. llnla~. visiranlt. tktpacba r11nrino1, JUirlllll114,
m-l!at.,,a, mosqutador, rhirlon, fisgador o ancora El Aguila, U. ~No, EJ Salvajt, ecc. (Cfr A M.
Salas, l..as armaJ dr la tonquiJia J, lt.mtri(ls, Buenos Aires, Editoria) Plus. 1986, p . 1~8-159).
()2) Romano. cir., p. 14.
Però non si può fare a meno di pensare che a Cajamsrca qud l) novembre l 532 di fronte
a Piz:~rro srava l'esercito di Atahualpa forte da 40000 a 80000 uomini (Franch e Manonez,
Cii., p. } 1).
(53) J. L. Hale "Diplomazia e guerca in occidente", Il RirrtWimmfl. 1493-1510, p. 397, aUu·
stra brevemen1e le varie situazioni in cui l'artiglieria fu risolutiva. Per b banaglia di Fornovo
veda.si l'analisi di E. Massa "La barraglia di Fornovo", Ri"ista Mi/iran lralùrna, A. LVIII, di-
spensa X, 16 ou. 1912. La batcaglia di Pavia è Stllta studiata da L. Casali e M. Ga~ndra, U.
Bauagli11 di Pavia, luculano, 1984.
(54) In Hale, Diplomalio, cic .. p. 399. In figura dj soldati del 1505 con arm111 anna multi·
pia, forcella e acciarino a miccia c serpcntino.
{55) Berna! Diaz, U. ronq11ista dtl Mmiro 1:517·1~21, Editori Associati, 1991, p. 39.
(56) T. Wise, Tht Conq11isrodom, London, Osprey Publishing, 1980, p. 9; " La polvere da
sparo s'era inumidita, ragione per cui gli archibugieri non porerono intervenire in nostra dife·
sa e fu necessario dj ricorrere alle balesrre per rimediare l'inefflcienz;~ degli archibugi .. F. G.
de Carvajal, LA Jcoprrra d1/ Rio dtlle Am<~noni, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1988, p. 29.
(57) S. Masini·G. R. Rocnsso, Dol/'arrhihllgio al kalaJhnilwv, Milano, Mondadori, 1992, p. 17.

