Page 149 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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LE ARMI 1\'El.l.ll CONQUISTA  DEL CONTINEI'tTI AMERICANO   Il~

        co  in Africa o che l'Europa ha avuto la  meglio in America, si è però trarcato ogni
        volra di una civiltà ancora poco strurcurara che si è abbandonata all'intruso. Sem·
        beerebbe che le civiltà sono intrise di guerra e di odio, una immensa zona di om-
        bra che le divora quasi per merà. L'odio se lo fabbricano, se ne nutrono, ne vivono.
        Troppo spesso, infarci, le civiltà non sono altro che incomprensione, dispreno ed
        esacrazione degli  altri.  Ma  non soltanto questo. Sono anche sacrificio, accumula·
        zione di  beni culturali,  eredità  di  intelligenza".
           ··A cuna  l'area  impone il  linguaggio superiore della sua politica e delle  sue
        istituzioni" '  120 l.
           Turca via, la ramo biasimata scoperta, l'invasione, e la conquista ha dato i suoi
        frurci  più cardi.
           "L'Europa pareva incapace di diventare patria di Srali liberi. Le idee di pen·
        satori solirari e  nascoste  nei  codici latini entrare da conquistatori  nel  mondo che
        erano destinare a trasformare, sorco il nome di diritti dell'uomo, parrivano dall'A·
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        merica 0 >.
           Da quella stessa America partiranno anche le armi che sosrennero i diritti del·
        l'uomo per  liberare  l'Europa  nella  metà del  secolo  XX.

        Conclusioni
           In conclusione, le armi degli europei possono giustiflc:ue, da sole, la  conqui-
        sta del  continente  americano·?
           Da troppe parti, forse con  un'analisi affrettata, si  risponde in  modo decisa·
        menre posirivo, quasi esclusivo, indicando nelle armi da fuoco il fattore di superio·
        ricà  che:  permise, con  il  cavallo,  di arrivare alla vircoria.
           Ma un solo elemento tecnologico  non  è  mai  cale  da modificare un  risulc:uo
        così  complesso qual'è la  scoria di un  popolo  di  milioni  di  ab1ranci.
           Ciò che la determina è l'eccellenza o  la  mediocrità delia sua struttura socio·
        politica da  cui  derivano, eventualmente,  le scelte tecnologiche.
           Non si  pensa,  per esempio, che un'arma dei  nativi, come l'arco, ha una ca·
        denza di tiro superiore a tutte le armi da lancio ~pagnole (archibugio, moscherco,
        balestra) con probabilità-possibilità di colpire quasi identica a  parità di dìsranza.
           Nel mettere in luce con ottica europea " revisionisra"  gli aspetti positivi della
        "civiltà", non viene altrettanto messo a  fuoco ilfartore mgativo dei "ativi, ossia l'i·
        ncfficiente flessibilità di condona di fronte alla nuova minaccia. La reazione dì In·
        case Aztechi (nella parte cenrrale delle isole non esistevano scrurrure militari degne
        di questo nome) non  fu  adeguata.
           Se divario c'era nell'armamenro, questo poteva essere colmato in alcro modo,
        ma la concezione della guerra nei nativi era ancora a livello primirivo, a differenza
        del  "vissuto bellico"  degli  spagnoli.
           A nulla valevano piumaggi dei capi e pltrurazioni dei guerrieri (i capi Aztechi
        erano tanto impiumettati da far convergere su di loro i tiri degli spagnoli) di fronte
        al veterano  europeo.
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