Page 154 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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(~8) Sa las, #p. rit., p. 297,
(~9) La spada è lo suumem:o più comune d~lrassoldato. del ca•-diere, deU'idalgo. Strumento
sempre presente nella vira di ogni gtorno.
I.Ja sua nunifatrura, nei primi decenni del XVI secolo~ abbasrarua sllU'Idardinara. I.Jama
larga a due ftli con dsa a volre semplice ma rcnd.,nrc al "cesto" a similitudioe delle dragone
venere. Toledo ha la speci•.lirà di produ2ione con forgiatori eccelsi (si dice per una speciale
procedura neUa tempra con la sabbia e l'acqua del Tago). In uso a ruuì gli uomini ddb conqui·
sra che ralvolta dovevano fare arren2ione alla manutenzione per l'umidicia cbe la rov1nava. l.e
leggi ne vieravano il pono agli indigeni.
Non era necessario lo spadone a due mani per colpire uomini "corauau". Gli indtos ave·
vano solo la difesa di cotone spesso ed erano decisamente vulnerabili. Si racconta di braccia
e cesre ragliati con un colpo solo. Generalmente gli uomini a cavallo ne porravano due.
lùre le scimtrarre, con un filo solo. La daga ebbe un uso minore ma si vide nel com bard·
mento corpo a corpo.
(60) LA lancia è propria del cavaliere carafrarro,lunga 4 meui, poco usara nelle Indie. dove
gli spagnoli non avevano corane con la resra ma corsalettL Era meglio la spada o la lancia
de jinetes, più legaen, con il solo supporto del bracc.io.
(61) Per la b~lescra, cfr. \VI. H. Mc Nelll, Thl PJJrJUÌI#/PDwtr, Chicago, 1982 (che la ririenc
impiegata già in Cina) e la fondamentale opera di Sir Ralph Payn~ Gnllwey, The Cross/,qt41.
(62) c~rvajal, sp. ril .. p. 28 mura della rouuru della noce di una balurn. La lìduclu In
tale tipo di armi era così forte che lo nesso Carvuj~l poche righe sotto afferma che "dopo Dio.
furono le balcsut a p rcservarci la vira". E più •vanti ancora, grazie "alle balestre che si disti n·
sero per tiro precisi" l'imbarcazion<' su rui si trovava riuscì ad attraccare.
(63) Wise, op. rit .. p. 9. Nell'attacco a Quito Alvarado non aveva archibugieri ma circa
un centinaio dct suoi uomini erano balesuieri.
(64) Cfr. le opere, ci t., di J. G. Ma nn, A. B. de Hoffmeyer, R. O. Rubio.
Per articoli monogralici sulle ;lrmi e arm•rure sp~gnole, cfr. p. 646-6SO d<!lla Rocco leo. bi·
bl10grafica deglc orricoli pubblicati sulle rtvisce spagnole.
(6~) In concomitanu con il Quinto Centenario sono state allestite mome a lnnsbruck
("Hispania·Austrta", "Re Canolici", "Massimiliano e gli inizi della Casa d'Ausrrta in Spagna")
e a Toledo (''Re c Mecenati").
(66) In particolare, nell'impiego di armamento difensivo leggero nello cava.llcria, la smfTa
corta, la lancra senza resca.
(6 7) l.e iUusuuioni del libro di Poma de Ayala rapptesencano Pizano ed i suni sempre
con una corana completa ma gli spagnoli raramente indossarono le corane che sono conserva·
te nei musei
Grà nel secondo viaggio di Colombo l'obiertivo principale era la fondazione della colonia,
anche st fra i 1200 "coloni" erano presenti 200 hie/4/gos cui era più famili31e il combanimenco
che l'agricoltura.
(68) Corcés fa un bando generale! pdm• della spedizione reclutando "tuni coloro che voles·
sero andar con lui" (Berna! Oia2, op. rit., p. 48). "C'era. specie neUe regioni meridionali, l'An·
dalus1a e rEsuemadura. un ribollio sociale che minacciava di straripare. Coinvolgeva nel medio
e basso ceto, bid.tlgos spi~ntaci e ambiziosi, soldaci in cerca d'acruolamento, 1111qums stanchi

