Page 144 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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ossidiana e delle micidiali armi da fuoco comro le !ance ed i propulsori" afferma-
no Anawalt c Berdan IlO l) ma questo giudiz1o appare eccessivamente ottimistico.
Non concorderanno certamente Diego de Nicuesa, Panfìlo Narvarez, Cabcza de
Vaca, De Soro e altri.
Da parte di Aztechi e lncas è m:~ncata una adeguata risposta alla minaccia
portata dagli spagnoli. Una volta passaro il momento di sbandamcmo iniziale, do-
vuto alla sorpresa tecnica (cavalli, corazze, armi da fuoco) i nativi non hanno agito
di conseguenza nonostante avessero piena conoscenza dd territorio, del numero
dei nemici, delle condizioni climatiche e degli elementi di siruaz.ione contingenti.
Avrebbero potuto sfruttare le circostanze favorevoli scegliendo i luoghi, il tempo
ed il mecodo di attacco. La configurazione della regione, spesso montagnosa, la mo·
desra consistenza delle forze spagnole e una tattica adeguata (attacco ai cavalli, ai
soldati isolaci o a piccoli nuclei, azioni con tempo piovoso per annullare le armi
da fuoco) avrebbero potuto essere fauori decisamente favorevoli ai nativi in qua n·
to tipici di quella guerriglia che permise a Tupac Amaru di resistere a lungo al
nuovo porerc spagnolo.
Un'armo trasversale: gli dèi
"Le divinirù principali della civilrà. americana. esaurito il compito, sparirono
misreriosamcnce inoltrandosi nel mare con la promessa di ritornare. Loro o i disccn·
denri sarebbero rornati, un giorno o l'altro, a ca~dgare gli uomjni dei loro peccati.
Da quella lontanissima dipardra si temeva e nello sresso tempo si sperava il riror·
no. l miti di Quetzalcoaù e Virachoca risultarono, per un destino beffardo, il sicu·
ro annuncio dell'arrivo dei conquistadores spagnoli nel Messico e in Perù"11021.
l nativi percepiscono l'arrivo di qualcosa o qualcuno ma non hanno srratcgie
offensive. Le profezie esercitano un effcuo paralizzante sugli indiani, che le cono-
scono, c ne indeboliscono la resistenza CI03l.
Abiruaci ad una sorromissione completa agli dèi accettano inizialmente la su·
periorità "divina" dei nuovi venuti che pongono in una posizione diversa dai nor·
mali uomini con cui hanno a che fare, siano essi amici o nemici.
O'ahra parte, cosa possono pensare gli Aztechi, obbligati a soddisfare le esi·
genze di 127 dèi tra quelli superiori, quelli della ueuionc, della fertilità, del fuo·
co, della morte, della terra c via discorrendo. che si r.llspurano le devozioni fra divinità
giornaliere, altretranto Sc!ttimanali, e qualche dozzina tra la notrl' e il giorno? IlM)
Nacquero superstizioni e fauori morali negativi, se confronrati con quelli eu·
ropci, anche se in assoluto possono essere adeguati alle esigenze di un popolo con
semplici usanze. G li spagnoli ebbero invece nella relig.ionc cristiana una moriva·
zione supplementare al desiderio di raggiungere un obiettivo polirico, e la loro con·
dizione di uomini europei, per quanto con un sistema feudale rccenre alle spalle,
li trasformò in "soldati" con una vircù militare ed un entusiasmo morale decisa·

