Page 145 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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       U  AAMII'Itli.A COI'o'QIJI5TA DI'L CONTINENTE AMI!RICANO
       mente più positivi del semplice coraggio " fisico" dei guerrieri deUe tribù dei nati·
       vi. Per dirla con Popper, considerando gli scontri per la  pcnetrazione nelle nuove
       terre  "una guerra  ua reorie opposte  sul  modo  di  realizzare  un  mondo  miglio·
       re'' CIO)>,  le loro azioni sarebbero state impostate da parte dei Capi, con la convin·
       uone di "migliorare  il  mondo"  neU'orrica  politica dei regnanti, cui obbedivano
       direrramenre.
           E ciò vale anche per il continente  nord americano Oo6>.
           La possibilità di Con és di conoscere la sorromissione dei nativi agli dèi (e l'o·
       pera di Aguilar e deUa  Malinche fu  insosriruibile) lo autorizzò ad agire in  modo
       che è completamente sconosciuto aUa coscienza sociale dei nativi. Corcés è un uo·
       mo che, a differenza di Colombo, che ebbe entrambi i piedi nel Medioevo fantasti·
       co,  emerge  da una  nuova culrura.
           Anche Pizarro sfrurra una situazione quasi analoga, anche se la componente
       dinaStica è presence con una valenza  maggiore. Ciò non toglie che, a  similirudinc
       di  Corrés, entra a  Cuzco acclamato dalla  folla  accanro all'inca Manco.
           La sua azione, iniziata con l'invito ad accertare l'Evangelo che Araualpa cigct·
       ta, finisce  con  una sottomissione  polirica  dove  il  fattore  religioso è decisamente
       uascurabile, confermando l'assunto di Todorov: "i conqujsradores spagnoli appar·
       tengono sroricamente al  periodo di transizione  t~a un Medioevo dom.inato  dalla
       religione e l'epoca 'moderna che mette i beni mare~iali al vertice della sua scala di
       valori".

       Genocidio o  integrazione?
           ln questi ultimi tempi,  prendendo spunto da situazioni politiche in cui con·
       flwscono  problemi  propri di settori  pertinenti al  divenire deU'umanicà  (insedia·
       menu umani, giusrizia sociale, alimentazione, energia, eccetera) da più parti si è
       affermato che l'arrivo degli  europei nel continente americano è stato la causa di
       un genocidio inaudito.
           Come già detto aU'inizio, si parla di decrementi demografici  piunosw consi·
       stenti.
           Si è Stimato che sotto il governatorato di Colombo la diminuzione della popo·
       )azione indigena avveniva al tasso del40% annuo. Dei circa 4 milioni di individui
       che dovevano abitare  Hispaniola  nel  1492,  nel  1508 si  contavano solo 92 300
       indiani;  nel  1512 erano scesi  a  26 700,  nel  1570  non  rimanevano  che  125  io·
       dividu.i CI07l.
           A Cuba già del  L525  la  t>Opola:tioM  Mtiva era  scomparsa 1108>.
           Eppure nel  Messico, 25  anni dopo la  conquista  i.1  numero  degli  spagnoli è
       di appena  l385 unità e  di  questi  577  sono encomenderos0°9>.
           A fronte di questi daci,  però, non viene preso in esame il decremento demo·
       grafico europeo, in particolare queUo causa co dalla pesce, importata dal Medio oriente
       e queU'avveleoamcnto con morte a  lungo termine causato dalla sifilide, imporrata
       dal Nuovo Mondo,  con  tante altre cose  decisamente più valide.
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