Page 139 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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LE ARMI NELLA CONQUISTA DEL CONTINENTE IIMtRJCIINO 105
Indubbiamente l'animus dei guerrieri maya nott diminuì a seguito dell'occu-
pazione, anzi, quando fu possibile esercitarla, ci fu sempre una guer·riglia in ano
per contrastare le spedizioni sul territorio (1527 Francisco de Momejo con 380
uomini e 57 cavalli) e nel 1535 gli spagnoli furono cacciati per ritornare nell542,
e confer-mare la loro ormai stabile presenza con la repressione del 1546.
Tunavia, a parce l'esperienza nazìonalisra di Tayasal che durò fino al 1647,
i sussulti di indipendenza si ripeterono nel 1712, 1847, 1860 e 1912 per coruer-
mare uno spirito di libenà di un popolo con quattromila anni di cultura alle
spalle (7''· .
Le prime scaramucce di Corcés avvengono io un'area già interessata alla pe·
nerrazione spagnola, dove si erano già avuti 56 morti. Pertanto, vengono messe
itt arco precauzioni notevoli inviando a terra gente bene armata con artiglieria leggera.
l guercicrl nativi hanno le stesse armi che più cardi troveranno presso gli Az·
cechi: scudi rotondi e rettangolari di legno o canne, la mazza con ossidiana incasto·
nara lungo il bordo per coscitLLire una specie di "filo'' concinuo, il solito arco con
frecce e !ance con ''propu.lsore" e acceleratore che permerre una maggior energia
di impatto. "ln verità combattono molto bene" afferma Berna! Diaz.
Per gli Aztechi essere guerriero era un dovere e un impegno sociale, gncifìca·
to dalla considernione di casca, dalle "uniformi" sgargianti. "Lo scopo primario
dell'educazione maschile era quello di produrre guerrieri valenti. I giovani dell'ari-
srocrazia seguivano un curriculum intellettuale:, sacerdotale e militare mentre l'i·
srruzione dei ragazzi di cero più modesto si concenrrava su abilità pratiche olrre
che sull'addestramento alla guerra <76>.
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L'armamento difensivo consisteva nella giubba imbottita < > e nello scudo (78)
sia flessibile per la protezione dalle frecce, sia rigido. Le armi offensive ecnno le
mazze di legno, le "spade" con li filo dì ossidiana, la fionda e le !ance. L'arco.eca
cosciruiw da un solo pezzo di legno c le frecce potevano avere la punca di os·
sidiana <79>.
Anche nell'impero incaico il "volto della guerra" aveva un ordinamento nor·
madvo. Non esisteva un esercito pefmanenre, bensì milizie riservisre, ben ordina-
re, i cui uomini erano addestrati ere volte al mese, dai 25 ai 50 anni, con un "sistema
gerarchico decimale" che poteva arriva.re in tempi rapidi a corpi d'armata di die·
cimila guerrieri al comando di capi noblli, questi in servizio pecmanente<SO),
Nonostante che il capo supremo dcll'esercico fosse di nobile schiatta, adde-
strato al comando dopo prove severe; oonosrance il "corpo della guardia" di dieci-
mila uomini, nonoscanre fosse possibile mobilirare da 70 a 250 mila uomini i.n
relazione aUe campagne da intraprendere (e là si combattè per anni tra tribù rivali)
la banda di Pizzar.ro non fu fermata. Ilppure era costituita da 180 u.omini e 27
cavalli cui si erano aggiunti i 38 compagni di Benalcazar.
Indubbiamente cavallo e cavaliere con corazza e armato incuteva paura, ma
le truppe dell'Inca erano disciplinare e la "giustizia militare" rigidamente applicata.
Cerrameme i guecrie.ci noli avevano prore.zioni passive del corpo, ché ben po·
co servivano i panni di lana e qualche berrerruccio ornamentale. E gli scudi, quello

