Page 136 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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             Alcro fattore da considerare e m la pr«iJiont: modestissima. Se cancro strutture
          fisse le probabilità di colpire avevano un rapporto positivo, quesco scendeva dram·
          maricamence qualora il bersaglio fosse mobile. Tutt'al più si poceva tirare nel muc·
          chio con qualche successo, come quel 16 novembre  1532 sulla piana pubblica di
          Cajamarca gremita di gent.e.
             ll rt~tJallo ebbe,  indubMamence. un ruolo decisamente  positivo; praticamente
          fu  un'arma  nuova,  come quella da  fuoco,  cui  i  nativi  non  erano preparati.
             Ma anche il cavaUo, per quanco bardato, era vulnerabile. Le mW:tie indiane
          non erano attrenare per attaccarlo sgarrectando le bestie con corsesche o altre armi
          in asra e finendo il cavaHere con lo spumone. Salas considera il cavallo l'equivalen·
          re  d.i sei uomioi e talvolta di più, ed  un  peso  decisamente superiore aJJe  armi da
          fuoco ()8).
             Cortés inizia  la sua avvenrura con sedici cavalli, Pizacro  con  novanta: cena·
          mence aumentano  la mobilità di alcuni soldati ma sono  poca  cosa.
             Per quamo riguarda la tecnologia deiJ'acciaio delle armi d'accacco e di difesa
          nessuno obietta che quesre non fossero resistenti, ma anche qui è opportuna un'a·
          nalisi.
             Fra le a.rmi offensive indubbiamente la spaJa è superiore all'analoga arma lo·
          cnle, pocendo essere usa ca di punta e di caglio ()9); anche la picca è idonea ai primi
          scontri con la sua lunghezza di 5-6 merri, e la lanciA (quella dei jinett.r e non quella
          della cavaJJeria pesaoce) dei cavalieri fa  cose egregie quando viene a  concacro con
          la  massa  dei combarrenri <6o>.
             La baltslra è l'a.rma più comune che riesce a fermare anche un guerriero pro·
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          tecro a  una buona distanza < 1 >.  Purtroppo è !enea da caricare e i  dardi non sono
          di facile cosuuzione. Valida sui campi di  baccaglia europei dove ra.lvoha  riesce a
          passare l'armatura, è inutile nel combarcimemo ravvicina co, ed. il balestriere in fa·
          se di caricamenco è un facile bersaglio; per non padace delle possibilità di malfun·
          zionamenco  per  allentamenti  della  corda,  cotrnca del  teniere,  i.ndisponibilicà  di
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          verrettoni <6 >.
             UQa  delle  prime preoccupazioni di Cortés è di far cost.ruire dai suoi  nuovi
          alleaci i verrerroni con punte di rame prima deiJ'assedio a Teoochridan. Grazie a).
          l'abilità manuale degli art:igiani messi cani ne dispone di 50 000 io ocro giorni che
          distribuisce ai suoi  80 balescrieri <63>.
             Per quanto concerne l'armamenco  individuale difensivo degli  spagnoli a  ca-
          vallo del XVI secolo è disponibile norevole quantità di letter:trura tecnica specializ-
          zata oltre ad opere di più vasco respiro che prendono in esame un periodo cemporale
          dereuninaro o una  regione  con luoghi di produzione ben  individuati <64>.
             Nei musei, però, sono confluiti i pezzi migliori dei personaggi più influenri
          dei secoli XV c XVI. Armarure lavorate,  incise, decorate opere dei Missaglja, Ne·
         groli,  Helmscbmid,  Seuseobofer  che  si  possono  ammirnre  a  Madrid,  Vienna,
               6
          Londra < ~>.
             Se i musei conservano oggi i pezzi migliori dell'armamento offensivo e difen·
          sivo  dei.  personaggi  più  influenti  del  XV  e XVI secolo  è opportuno considerare
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