Page 131 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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U  ARMI  NIUA CONQUI$TII DIII. COI'o."TINE.''TE 11.\IEIUCANO   97
      lacrime: e sangue ed è difficile scandalin3rsi ora sol~:anto pe:r alcuni milioni di in·
      dios moni ... Invece di  flagellarsi sui peccati dei nosui antenati, è meglio riscopri·
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      ce quanto di positivo hanno  inventato per il nostro vivere politico e  civile" 1 0>.
       Le  armi delle navi
          La seconda metà del secolo XV vede la grande rivoluz.ione della navigazione
      e l" evoluzione della tipologia sia delle imbarc:Wooi della navigaz.ione di cabo~:aggio
       sia di quelle oceaniche. l  bastimenti hanno una uasformazione così rapida e la ti·
       pologia così dipendente da esigenze locali che la lerrerarura tecnica e !"iconografia
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       pirrorica  meno no bene in  luce < 11.
          li cambiamento del piano veJjco della Pima alle Canarie ne è la più immediata
       testimonianza  122 1.
          La galea mediterranea, len~:a. poco spaziosa, idonea per la navigazione coslie·
       ra fu sostituita da un bastimento più marino, con capacità di uasporco più esal~:ace
       e  in grado di sostenere  le condizioni " mercantili"  più spiccare, ma rimàse ancora
       in Mediterraneo come strumenco militare anche durame la rivoluzione nautica ocea·
       nica,  tanto  da  costituire fino alla fine del '600 la  squadra combattente di quasi
       rutti gli  stati rivieraschi. Come strumento commerciale affrontava la navigazione
       costiera adanrica (galee di Fiandra) ma ormai la sua esistenza era segnata sia come
       nave  militare sia come mercancileC23)_
          La nau, la r()(ra e  la rararra avevano più una spiccata funzione mercamile sia
       per  la  parte deputata al  carico sia  per  la  composizione dell'equipaggio (241.
          Non srupisce, quindi, che Chaunu definisca la rarav~lla lo strumento perfettO
       del viaggio di scoperta;  parere ben condiviso  non solo da Parry,  ma da rurci gli
       srudiosi della  naviga~ione.
          Parallelamente aJI'evoluz.ione della piattaforma si ebbe la rmsformazione, pri·
       ma.  e  l'imbarco, poi,  delle artiglierie.
          Dell'armamento delle pr1me navi la lea:erarora tecnica italiana non dice mol·
       to m>. Olue a quella inglese una fon re decisamente valida è  la pubbliciscica por·
       mghese  >.
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          Parry afferma che "non abbiamo nessun documentO relativo alle prime espio·
       razioni portoghesi, forse per la deliberata decisione di mantenere il segretO o  per
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       la  distru~ione dei documenti in periodj  successivi'' < >.
          Tuttavia è accia raro che sia i pormghesi sia i marinai di Colombo "proveni·
       vano rutti da navi  mercantili".
          Le unità destinate alle esploraziOni ed al commercio marinimo non dispone-
       vano di apparato bellico  nel  preciso senso del  termine.
          Nuno Josè Varela Rubi n ha recentemente esaminaco l'armamento delle cara·
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       velle guardiacoste < 8>,  mettendo in luce le differenze rra questo e quello  delle navi
       (naus) e delle caravelle comuni, generalmente impiegare nei viaggi di scoperca. Te·
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       nuto conco di una suddivisione in peuiere, cannoni e colubrine, <91  afferma che
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