Page 129 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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       volumi per giustificare azioni, difendere tesi,  lanciare accuse, descrivere situazio·
       n.i,  raccontare battaglie,  illustrare  viaggi.
           Ul\a lcrrcrarura  sterminata che, prcannunciata ancora prima  della  partenza
       di Colombo da Palos, inizia con la stesura del Diario di bordo e conrinua ancora
       oggi, nei giorni celebrativi del Quinto Centenario, con una es-plosione di pubblica-
       zioni di ogni  tipo.

       Pro e  contro
           È da mesi, se non da anni che si parla c si scrive di q uesto Qui neo Centenari.o.
       E le  voci  d.i  una concesrazione non  sono  poche.     ·
           Lucio Lami le attribuisce alla sinistra larino-americana. di impostazione castri-
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       sta, seguita dall'iruellighenzia  radicale,  da  ecologisti, da  indigen.isti 1 ).
           Mario Vargas L/osa: "Non ci sono scoperte da celebrare, solo un inconrro tra
       civiltà  paritarie" m;
           P.dflar® Mendoza (spagnolo): "L'unico modo per celebrare la  scoperta di Co-
       lombo è non celebrarla; essa è nient'altea che il  prolungamento del sogno di ege·
       mania di  una Spagna barocca e  trionfalistica" <6J;
           Severo Sard11y (cubano): "Celebrare Colombo è celebrare la violenza della con-
       quisra  c  i  milioni  d.i  indios trucidati  nel  nuovo mondo" m;
           Il n10fiÌ111tiiiO T!lit.sam (peruviano): "Si può festeggiare l'iniz.io d.i genocidi, della
       colon.izzazione sfrenata, dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo?" (8l
           Mario  Ageda,  segretario  per l'Europa del  movimcmo  indio:  " Immorale è la
       celebrazione del Quinto Centenario" (9);
           Manuel Scorza, scrittore pecuviano: "L'Europa non ha mai scopcrro l'America
       nel senso che  non  sapeva 'cosa' scopriva.  Fino a  poco tempo fa  l'Europa non  ci
       vide. Ci guardò ma non d  vide. Come poteva vedcrci se noi stessi non riuscivamo
       a guardarci perché ci vedevamo attraverso gli  occhi dei nosa-i colonizzatori?" OOl
          jacqras Atta/i (francese):  "Colombo no~ ha l'imporran.za smrica che gli viene
       arrribuira. La 'scoperta' ha provocam circa sessanta milioni di morti ... Il termine
       'genocidio' è improprio, poiché le vittime sono morte d.i  srenci per effetto del lavo·
       ro fortaro e di  malauie, non a causa di un ddibcraro progecro di srecminio" (ll);
           Mario Benedetti:  "È tragico celebrare qualcosa che costò la vira  a  70  milioni
       di  aborigeni" 0 2 >;
           Cerman  Arciniega.r (colombiano):  " U raglio che è stato daco ai festeggiamenti
       è discutibile. pen;hé ci sono nel dllquecemena.cio due asperri ben disti nei; da u.n lato,
       è vero che Colombo apre un cammino che cambia la scoria  univessale e merre in
       comunicazione culrurale due emisferi; daJJ'alcro egli apre la via a venti milioni di
       europei che si  crasferiscono  in  America  dove si  realizzano liberandosi dagli  alrri
       europei. Gli spagnoli che arrivarono in  America  combatterono concro la Spagna.
       Vemi secoli di d.irino romano qui si  trasformano in diritto delle genti: una demo-
       crazia  nasce in opposizione alla  monarchia europea" < >.
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