Page 134 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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La pirareria è una realtà del Mediterraneo e delle coste adamiche (Carlo V
emana la Rea/ Provision per armare le navi cancro i pirati francesi il 13 giugno 1522)
ma non del Nuovo Mondo. Quando si installerà avrà un carauere particolare, in·
dirizzandosi contro gli insediamenri.e non contro le navi. l pirati delle isole avran.·
no imbarcazioni piccole e veloci, armamento leggero, idonee per operazioni anfibie,
ricambiate dagli spagnoli. Scrivono, infarti, nella seconda metà del XVI secolo, che
i galeoni vanno bene per contrastare la pirareria ma ancora meglio sarebbero le
galee da gNerrd per tagliare le radici del nemico nelle sue basi (48>.
Dopo il 1530 circa, aumentarono il numero delle armi imbarcate ed il tipo.
Ciò, ovviamente, fu permesso dall'evoluzione della nave che arrivò ad un tonnel·
!aggio· circa vend volte le caravelle di Colombo fino ad arrivare ai ge,leoni di 600-800
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tonnellare<9l. Le nuove dimensioni delle unirà navali, il numero ed il tipo delle
artiglierie e la specializzazione degli equipaggi portò all'evoluzione della tattica del
combanimento navale. Ma ormai non siamo più neJ pdmi viaggi di scoperra: sono
gli Stati a combattersi fra di loro.
Non c'è da meravigliarsi, quindi, se ben dopo la prima fase di penecrazione
del conri.nence, Francisco de Zarate, comandante di una nave spagnola carrurata
da Drake - siamo poco prima dell'Invincibile Armada- descrive la nave dell'in-
glese "un galeone di circa 400 tonnellate, un veliero perfetto; il suo equipaggio
è di circa 100 uomini, rorri validi ed in età da poter combattere; il loro addestra-
mento è tale che si possono paragonare a vererani d'Italia ... il galeone è armato
di crema pesanri pezzi d'aniglieria e di moltissime armi da fuoco con le apposite
munizioni che oltre ad essere nuovo ha doppie murare ... " ()0).
Nel corso dei primi viaggi, quando alle navi di Colombo si uniscono quelle
degli ala i navigatori, non c'è scopo di combattere, tanto c'è da esplorare, vedere,
verificare, cercare merce per ripagare le spese della spedizione. Le Bolle di Papa
Alessandro VI ed il Trattato di Tordesillas permettono a meri di avere le spalle
coperte.
Solo qualche intervento a scopo preventivo conrro i nativi dei villaggi della
costa ha visto l'uso delle "arciglierie di bordo", per il cesto i calibri più piccoli
sono serviti. a soscenere le spedizio~ a terra in occasione di sbarchi programmati:
Corcès ne ha tratto indubbio vantaggio.
Nessuno scontro determinante, dunque; le unità navali "armate" non !).anno
combanum per rimuovere ostacoli agli spagnoli, o agli europei. Anche senza can-
noni gli sbarchi erano possibili. Tuae le terre dove "arrerrava:no" le navi autoriz-
zare dalla Casa de co111ractacion erano terre spagnole. l narivi non potevano e non
"dovevano" opporre resistenza.
Proprio per il trascurabile impiego delle artiglierie si tralascia l'esame degli
efferri balistici. Tucravia è opporrono rappresentare che le bombarde grosse e quelle
a braga erano costruite una alla volta, senza dimensioni standard con cosri decisa-
mente inferiori a quelli dei cannoni in bronzo, con possibilità di sparare munizio-
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namenco di pietra, di ferro, piombo o misto. Divennero insicure dopo il 1560 circa •
quando si passò a polveri migliori l) l ).

