Page 177 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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           Quando la  rivoluzione francese straripò al di qua delle Alpi, questa  versione
       patrizia del modello politico-militare amerjcano fu  rapidamente accantonata. Anzi
       gli ''Washingron con le loro immense ricchezze, con la loro onnipotente inOuen:ca"
       furono accusati di corrodere "sordamente i nuovi edifi:zi della ... democrazja·· in·
       nalzari  in quel nuovo mondo, al quale,  in ogni caso, i  "giacobini"  italiani euno
       disposti a  riconoscere che era stara  una  delle culle della  libercà  dei  moderni ll~l.
       Tuttavia gli  Stati  Uniti. non  potevano diventare,  a  detta della  gran  maggioran:ca
       dei patrioti favorevoli  alla  rivoluzione, un valido punto di riferimento per l'Italia
       .in quanto, era l"aluo, 'Tadocraro sistema federativo" dava poche garanzie dal pun-
       to  di  visra  della  sicurezza.
           "Chi non sa quanto la debolezza del legame federativo in America··, sì chiede-
       va  retoricamente Mclchìorre G ioia, "nocque al successo de.lla guerra conrro  il  ne-
       mico della indipendenza americana?" Cl~l.  Anche Carlo Bona, pur riconoscendo che
       quel ripo di governo era "ottimo in sé sresso per conservare la libertà e preservarla
       dagli assalti degli  uomini ambiziosi e che afferrano la  tirannide al di dentro", era
       dell'opinione che "non riesce ugualmente buono per difendecla dagl'inim.ici ester·
       ni e potenti" (Ul. Da parte sua Giuseppe Latranzi attribuiva proprio alla scelta fe·
       derale il contrasr:aco avvio della rivoluzione americana: gli Stati Uniti, "quanrunquc
       l'oceano gli avesse divisi dai loro nemici, pure non bastaron soli a sostenersi nclla
       rivoluzione" (16).
           Borra era peraltro disposto ad ammettere che una nazione come quella ari:Jer:i-
       cana, "la quale o i mari o i monti inaccessibili o i deserri  immensi segregano dalle
       altre e mettono fuori dal pericolo di essere improvvisamenre assalìra", poteva an·
       che pecmecrersi, diversamente dalJ'lta.Jia, di non correre lungo i binari del modello
       politico francese della  repubblica una ed  indivisi bile !l n. Ancora più in là si spin-
       se Giuseppe Faroni, quando indicò quale "polo cosriruzionale per la  Repubblica
       Lomba.rda", "il sistema dell'onesto Quache.ro", propose, in alue parole, una para-
       frasi di quella coscimzione federale del 1787, che in ltalia molò credevano che fos·
       se uscita dalla penna di Benjamin  Franklin. Non si  può comunque affermare che
       l'adattamento dei commi relacivi all'ordinamento militare fosse,  nel  caso di Fato·
       ni, particolarmente felice:  se da un laro, quanto al diritto del Congresso "co raise
       and suppon armies",  "no appropriadon of money ...  shall be fora longer  cerm
       chan rwo years" diventò "non si potrà escra.r denaro per il mantenimento delle eruppe
       che ogni rre decadi",  dall'altro il diritto riconosciuto agli Scaci  membri di nomina-
       re gli  ufficiau  della  milizia  fu  trasferito  "alle  rispettive  Municipalità" us>.
           Napoleone s'incaricò di fare piazza pulita di quesre veUeità localistiche. Non
       solo il sistema militare fu  ispirato da principi rigidamente cemral.istici, ma la peni·
       sola italiana fu direttamente o indirettamente vincolata aUe decisioni prese a Pari-
       gi. L'umiliante subordinazione ad una Francia imperiale e militarista indusse talvolta
       anche chi aveva milicaro a fine Sercecenco era i "giacobini" a rivalutare l'esperienza
       americana. Tra cosroro si distinse Botta, che nel  1809 pubblicò una fortÙnara Sto-
       ria tk/la g-fjerra  dell'indipendenza tkgli Stati  Uniti d'Amerù:a ( !9).
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