Page 157 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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to alle navi la scelta della
               decina di quadriremi gli
               parve obbligata, essen­
               do le più potenti a di­
               sposizione, non a caso
               utilizzate come trasporti
               nelle operazioni anfibie.
               Spesso, infatti, il loro
               vasto ponte ha ospita­
               to un paio di centurie
               di legionari di marina,
               fatti atterrare grazie alla
               carena quasi piatta, pra­
               ticamente sulla spiaggia.
               Navi come quelle, ido­
               nee allo sbarco di centi­
               naia di uomini impaccia­
               ti dall’armamento, per
               le stesse ragioni avreb­
               bero potuto usarsi alla
               rovescia, per l’evacuare
               centinaia di persone im­
               pacciate dal terrore! Un
               breve ragionamento, ed
               un più breve calcolo, gli
               fanno supporre che sia­
               no da sgombrare, stando
               alla situazione descritta dal dispaccio, almeno un migliaio di   o con le lance, per poi trasbordarli sulle navi. E tale risolu­
               disgraziati vesuviani, circa duecento per quadriremi. Portan­  zione, sebbene non esente da rischi, si confermerà, poche
               dole a poche bracciate dalla riva, con un po’ di fortuna, di quel­  ore dopo, l’unica attuabile nel precipitare degli eventi.
               la moltitudine la maggior parte avrebbe potuto essere tratta   Formulato quella sorta di piano operativo e comunicato­
               in salvo!                                               lo ai vari navarchi, Plinio ha ormai drasticamente mutato la
                 Non c’è più un istante da perdere.                    semplice ricognizione scientifica in una massiccia missione
                                                                       umanitaria. Con secchi comandi dispone l’immediata usci­
               L’ultimo viaggio di Plinio                              ta delle quadriremi: in poco meno di un’ora le navi lasciano
                                                                       gli ormeggi e scapolano il faro, filando una dietro l’altra
                 La priorità di evacuazione, rispecchia ovviamente la differen­  con i tanti remi in moto e le grandi vele gonfiate dal vento.
               za sociale vigente, per cui i primi a salire a bordo saranno i ricchi   L’ammiraglio forse per ragioni scaramantiche, sebbene
               patrizi, relativamente pochi, poi i benestanti, mercanti ed arti­  nulla lo comprovi, si imbarca verosimilmente sulla For-
               giani, comunque liberi, i più numerosi ed infine i loro servi. Pos­  tuna: la rossa insegna sulla sua asta lo notifica all’intera
               sibile pertanto, dirigendo le nave verso ogni ancoraggio, portic­  squadra. A voga regolare occorrono quasi quattro ore per
               ciolo, o darsena della costa, espletare positivamente la missione.  raggiungere la prospiciente costa vesuviana, ormai oscu­
                 All’estremità dell’arco litoraneo è la spiaggia di Stabia, al   rata da una tenebrosa nube, molto meno spiegando anche
               momento la meno pericolosa e perciò non contemplata per   le grandi vele, tanto più che un vento impetuoso favorisce
               la nave ammiraglia, che avrebbe, invece, puntato diretta­  chi naviga in quella direzione. Nel frattempo l’immensa
               mente su Ercolano. Qualora, però, le perturbate condizioni   colonna grigiastra ha assunto la forma di un mostruoso ca­
               del mare non avessero permesso l’attracco, le unità accorse   volfiore, le cui dense volute sono di tanto in tanto illumi­
               si sarebbero dovute ancorare a distanza di sicurezza dalla   nate da una sorta di rossastro riverbero interno e solcate in
               riva, effettuando il prelievo dei fuggiaschi con le scialuppe   continuazione da vividi fulmini azzurrini.




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