Page 24 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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desto e aleatorio! È presumibile, pertanto, che i suddetti precaria: in molteplici occasioni, infatti, sentiamo parlare di
predoni del mare fossero molto meno sparuti e pavidi di riprese della pirateria, che, ad onta delle repressioni abba
quanto tramandato: razziatori non degni della qualifica di stanza rapide, costituiscono non di meno i segnali certi che
nemici ma non perciò meno pericolosi ed irriducibili! La la sicurezza dei mari dipendeva soltanto dall’esistenza di una
pirateria mediterranea, forma di criminalità organizzata flotta poderosa...” .
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sviluppatasi contestualmente alla navigazione, non fu mai Compito talmente logorante e sfuggente da giustificare
realmente annientata prima del XIX secolo, ma soltanto la bipartizione del bacino, affidando il settore occidentale
contenuta e contrastata! Anche in età imperiale dovette alla flotta tirrenica e quello orientale all’adriatica. L’enti-
essere costantemente combattuta sul mare e lungo le co- tà dei reparti da combattimento della marina, da definir-
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ste, rigenerandosi dopo ogni sconfitta . E se ad Augusto si piuttosto fanteria di marina che truppe trasportate via
fu ascritto il merito di aver bonificato l’intero Mediterra- mare, ammontava originariamente a due legioni. Tali unità
neo, si trattò a ben vedere di: “una pace armata, e di sicuro vanno considerate di pronto impiego, di proiezione imme-
diata, in missioni di soccorso militare in circostanze forte-
mente critiche: non a caso furono denominate Legio I e II
5 Per un accenno alla logica della pirateria antica e moderna cfr. F.
ruSSo, Guerra di corsa, Roma 1997, vol. I, prefazione. Più specifica- Audiutrix, di stanza a Miseno e a Classe, verosimilmente in
tamente cfr. P. GoSSE, Storia della pirateria, Bologna 1962, pp.11-19. strutture analoghe ai grandi castra centro europei. Succes-
sivamente entrambe finirono dislocate al-
trove, verosimilmente avvicendate da unità
in formazione. Del resto, incrementandosi
la presenza militare lungo i limes del Reno
e del Danubio, furono i legionari della ma-
rina a doversi far carico della protezione
degli approvvigionamenti e dei commerci.
Dislocazione della marina imperiale
Istituzionalmente l’intera marina da guer-
ra romana nell’ultimo quarto del I sec. a.C.,
come accennato, venne distinta in due flot-
te, la prima con giurisdizione sul Mediterra-
neo occidentale e la seconda sull’orientale. In
pratica si destinarono alla difesa della stessa
Italia e delle sue rotte commerciali tirreniche
ed adriatiche. Le rispettive basi navali furo-
no insediate a Miseno e a Classe, fregiandosi
entrambe, da Domiziano in poi, della desi-
gnazione di Flotte Pretorie con preminenza
della misenense. Per conseguenza il suo co-
mandante potrebbe riguardarsi come l’ante-
signano capo di stato maggiore della marina
imperiale, ovviamente con le limitazioni che
la carica coeva contemplava.
Dal punto di vista cronologico la forma-
zione di una marina da guerra stabile avven-
6 M. rEddé, Mare nostrum..., cit., p. 327. Tradu-
zione dell’A.
A fianco: statua di Giulio Cesare, Torino.
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