Page 23 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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L’estendersi del dominio di Roma all’intero perimetro del sione essenziale e fondamentale non era quella di effettuare
Mediterraneo, col conseguente controllo dal grande porto colpi di stato. L’intervento della marina nella vita politica
alla minuscola cala, non concedeva ad alcun potenziale nemi- dell’Impero è stata limitata ed occasionale; la flotta doveva
co il più misero anfratto, dove nascondere qualche legno. Un adempiere ad altre funzioni più importanti…” .
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impero anulare, che presto trasformò quel mare interno nella Prima fra tutte, l’estirpazione di qualsiasi minaccia alla
sua principale via di comunicazione. Questa, confermandosi navigazione, pur essendo la pirateria considerata ufficial-
di gran lunga la più rapida, in quanto diretta, la più comoda, mente estinta. Affermazione chiaramente propagandistica
in quanto priva di pendenze, la più valida, in quanto priva di che lascia, motivatamente, notevoli perplessità: non si man-
limiti di carico e di sagoma, doveva risultare però anche la più tengono tanti uomini e tante navi per un compito tanto mo-
sicura, cioè libera dall’endemica vessazione della pirateria.
Stando ai più attendibili storici romani, la parassitaria or-
La citazione è tratta da M. rEddé, Mare nostrum. Les infrastructu
ganizzazione era stata drasticamente debellata già negli ulti- 4 res, le dispositif et l’histoire de la marine militare sous l’empire roma
mi anni della Repubblica, per cui da allora la marina si limitò nan, Roma 1986, p. 324. La traduzione è dell’A.
ad un’azione preventiva, tipica di una polizia navale. La sola
presenza delle sue navi, in autonoma crociera o al fianco Nella pagina a fianco: Capri, panoramica aerea di Villa Jovis.
dei mercantili, bastava a garantire la loro libera navigazio- Sotto: stele del classiario Cassio. Ravenna.
ne. Non di rado quelle stesse unità trasportavano
grossi contingenti dell’esercito direttamente nei
siti dove si manifestavano i prodromi di una ri-
volta, stroncandoli sul nascere. Compito che con
l’andar del tempo si istituzionalizzò al punto da
assurgere a impiego primario della flotta. Una
forza armata dell’Impero, capace di proiezioni
in ogni angolo del bacino, nel giro di pochissimi
giorni! Al contempo un sicuro mezzo di traspor-
to per lo stesso imperatore in grado di condurlo,
altrettanto velocemente, dovunque.
Questa singolare evoluzione della marina da
guerra attinta sul finire del primo secolo a.C.,
spiega l’adiacenza delle basi campane, Lucrino
prima e Miseno poi, con il palazzo di Baia e con
le ville imperiali di Capri, senza però minimizza-
re il costante impegno profuso per la sicurezza
delle rotte. Ma: “non si crea una marina, arma co
stosa e tecnica, per compiti di polizia terrestre. Dal
fatto che una truppa, organizzata eminentemente
per un impiego bellico in un teatro esterno sia,
occasionalmente, utilizzata per ristabilire l’ordine
interno non significa affatto che sia stata istituita
per questo scopo, visto che la sua fedeltà non è, a
priori, più certa di quella delle legioni, peraltro
più idonee a simili impieghi. Questo è confondere
incresciosamente la causa e l’effetto. Se è vero che
la marina romana potette essere uno strumento
del potere personale nelle mani di alcuni impera
tori, dubitiamo fortemente che sia stata prevista
per questo scopo, non di più almeno, che le le
gioni dei limes, che giocarono nella vita interna
dell’Urbe un ruolo movimentato, ma la cui mis
parte prima - la flotta pretoria di miseno 2 1

