Page 43 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
P. 43
da cercavano di rintrac ciare i genitori
altri i figli, altri i coniugi rispettivi;
gli uni lamentavano le loro sventu
re, gli altri quelle dei loro cari taluni
per paura della morte, si auguravano
la morte, molti innalza vano le mani
agli dei, nella maggioranza si forma
va però la convinzione che ormai gli
dei non esistesse ro più e che quella
notte sarebbe stata eterna e l’ulti
ma del mondo. Ci furono quelli che
resero più gravosi i pericoli effettivi
con notizie spaventose che erano in
ventate e false. Arrivavano di quelli i
quali riferivano che a Miseno la tale
costruzione era crollata, che la tal al
tra era divorata dall’ incendio: non
era vero ma la gente ci credeva.
Nei minuti successivi sopraggiun-
gono anche i più lenti fuggitivi, che
diffondono come in tutte le situazioni
analoghe, le ultime notizie. Si tratta di
informazioni terrificanti quanto assurde, reputate subito
attendibili per la disperazione del momento. Per molti, in- Sopra e sotto: vedute dell’eruzione del Vesuvio
del 1944 eseguite dalle forza alleate.
fatti, era il prodromo della fine del mondo, per cui nulla
sembrava esagerato.
Ci fu una tenue schiarita, ma ci sem
brava che non fosse la luce del giorno
ma un preannuncio dell’avvicinarsi del
fuoco. Il fuoco c’era davvero, ma si
fermò piuttosto lontano; poi di nuo
vo il buio e di nuovo cenere densa e
pesante.
Il fuoco osservato dal giovane Plinio
deve attribuirsi al frettoloso abbando-
no delle abitazioni. Assurdo immagina-
re un’ondata ardente capace di viaggia-
re per una ventina di chilometri sulla
superficie del mare, provocandone l’e-
vaporazione di grandi masse d’acqua,
senza raffreddarsi! E se mai un simile
prodigio si fosse verificato le navi di
Plinio, ormai dinanzi alla costa vesu-
viana, sarebbero arse istantaneamente,
senza alcun superstite e senza alcun te-
stimone dell’intera vicenda.
parte prima - la flotta pretoria di miseno 4 1

