Page 130 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
P. 130

116                                                         FRANCESCO  FRASCA


           sovranità nominale del Sultano. Gruppi rais (capitani di vascelli corsari) costitui-
           scono nel Mediterraneo delle vere piccole repubbliche, che ignorano l'autorità dei
           pascià turchi  e del  governo  di  Costantinopoli.
                Colbert durante il  suo  ministero  fa  una  politica  di  intervento in Africa del
           Nord per assicurare la sicurezza del commercio e della navigazione nel Mediterra-
           neo.  Si tratta di  una azione di lunga durata. Occorre qui ricordare l'impresa del-
           l'ammiraglio Abraham Duquesne con il bombardamento di Algeri del1683, dove
           si impiegano per la prima volta delle batterie galleggianti, e l'azione di polizia con-
            tro i corsari tripolini, che porta a un loro inseguimento nel mar Egeo fino al porto
            di  Chio.
                Dopo la morte di Colbert nel  1683, la strategia marittima francese viene po-
           sta  in secondo  piano  rispetto  alle  mire  continentali:  principali consiglieri  del  re
           di Francia sono difatti divenuti alcuni militari dell'esercito, invidiosi e preoccupa-
            ti  per  il costo  delle grandi navi  da guerra.
                Questo orientamento influenza negativamente il conflitto contro Inglesi e Olan-
           desi degli anni 1689-1697. La Marina francese viene sconfitta nella disastrosa bat-
            taglia  di La  Hougue del  19  maggio  1692  (Tourville),  ed è costretta a far  ricorso
           alla guerra di corsa contro le navi nemiche. Solo con questo mezzo si riesce a pro-
            vocare consistenti danni al nemico. Così facendo l'impiego della marina come ar-
            ma decisiva  per vincere la guerra  risulta  irrimediabilmente compromesso.
                La prima metà del secolo successivo vede la marina francese ripiegata su que-
           sta linea, abbandonata a se stessa, ha difficoltà a far fronte alle guerre che combatte
           la Francia sul Continente europeo. Quella di Successione d'Austria, la vede impe-
           gnata sul mare solamente a partire dal1744 al1748. Essa si rivela una prova diffi-
           cile,  ma  non  totalmente disastrosa.
                In  questa occasione le  operazioni navali si  configurano come una guerra di
           convogli. L• idea di guerra di squadra viene totalmente abbandonata e le ambizioni
           della marina sono limitate alla  protezione delle linee marittime della Francia con
           le sue colonie. La guerra si svolge quindi nell'Atlantico e nell'Oceano Indiano. Ha
            un debole sviluppo  nel Mediterraneo con l'affare di  Tolone (22  febbraio  1744),
           dove la squadra franco-spagnola di Court La  Bruyère, uscita in mare aperto viene
           attaccata da Matthews,  riesce a  rientrare in porto, essendosi  concluso lo  scontro
            con  esito  indeciso-~~
                La successiva guerra dei Sette anni rivela le soglie critiche sulle quali si arre-
            sterà, sotto la  Rivoluzione e l'Impero, la  crescita  della  flotta  francese.  Se  i primi
            due anni sono favorevoli  alla  Francia (con lo  sbarco a Minora e la  presa di  Port
            Mahon nei mesi di aprile-maggio 1756), il seguito di questa guerra, sul mare viene
            co~battuta dal 1755 al 1763, si conclude con una totale catastrofe per la  Marina
            francese.  Una divisione  navale  francese  è bloccata davanti  a Louisbourg da  una
            squadra inglese. Un tentativo di concentrazione delle squadre di Tolone e di Brest
            viene vanificato dalla sconfitta di  La  Clue  ad opera di  Boscawen,  all'uscita  dello
            stretto  di  Gibilterra  il 18-19 agosto  1759.  Sbarchi  di truppe britanniche avven-
   125   126   127   128   129   130   131   132   133   134   135