Page 133 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL SORGERE DEL  POTERE  MARITIIMO  FRANCESE                             119

      Però, la marina della Francia rivoluzionaria è ben lontana dal raggiungere il livello
      qualitativo della Royal Navy. La coesione degli equipaggi è scarsa, l'addestramento
      tattico  è pessimo, la  disciplina  è mediocre.
           Sul mare, i risultati non sono disastrosi. Si riescono a conseguire delle onore-
      voli sconfitte.  Nel Mediterraneo, l'ammiraglio Martin, alla testa  dell~ ricostituita
      squadra di Tolone, tiene testa, nel giugno del  1794, a hood, nel golfo Juan. Resta
      bloccato in questa posizione per quattro mesi,  e quando  riesce a  disimpegnarsi,
      lo fa grazie a un provvidenziale fortunale, che costringe gli Inglesi ad allontanarsi.
      L'anno seguente l'ammiraglio Martin, a  dispetto  della  superiorità di  forze,  deve
      rinunciare alla  riconquista  della  Corsica.   ~
           In Francia gli effetti della crisi economica sono aggravati dal blocco britanni-
      co delle coste, che impedisce i rifornimenti di materiali agli arsenali, le cui risorse
      si  sono  esaurite a  causa  dell'immenso  sforzo  fatto  negli  anni  precedenti.
           Ciò  non  frena  le velleità del Direttorio che alla  fine  del  1797 progetta uno
      sbarco in Inghilterra,  effettuando a sorpresa una concentrazione nella  Manica di
      tutte le  unità francesi  ed alleate disponibili.  Inviato  Bonaparte, promosso al co-
      mando dell'armée d'Angleterre, ad ispezionare le coste del Pas-de-Calais, questi si
      rende conto dell'impossibilità dell'impresa. Una forte squadra britannica incrocia
      sulla  Manica  e rende  impossibile  ogni  azione.
           Bonaparte  riesce  a  sviare la  spedizione ad Oriente.  Tanto  più che dopo la
      campagna d'Italia la Marina francese si è impadronita un esteso arco di  punti di
      appoggio logistici nel Mediterraneo: Tolone, Genova, Livorno, Malta, Corfù, Ve-
      nezia. Ma l'imponente flotta che viene messa in piedi di 55  unità da guerra e 280
      da trasporto che portano in Egitto 51  l 00 uomini di cui 38 000 soldati, è costitui-
      ta da navi vecchie e mal tenute. Tre dei  13 vascelli avevano più di 40 anni di età
      ed  erano condannati  in  partenza.
           Tuttavia la fortuna sembra favorire l'impresa. Presa Malta il 10 luglio si  rie-
      sce a sbarcare in ;Egitto il  1°  luglio. Questo nonostante il ritorno nel Mediterraneo
      della  squadra di Nelson,  che  però il l  agosto  raggiunge la squadra francese  ad
                                          0
      Aboukir,  ed  attacca  immediatamente.
           Durante il combattimento navale, si ha il caso curioso ma indicativo di quat-
      tro vascelli francesi, che subiscono gravi danni dagli effetti della loro stessa artiglie-
      ria imbarcata, la cui qualità è tale, che i Britannici in seguito rinunciano ad utilizzare
      i cannoni francesi  catturati, a seguito degli scoppi ripetuti delle bocche da fuoco.
           Tutto ciò fa  risaltare la fragilità della logistica francese che l'avvento della Ri-
      voluzione  ha posto  in  una  difficile situazione,  che  si  aggrava  sempre di  più.
           La  pace di Amiens (1802), di corta durata, non permette a Bonaparte d'im-
      postare la marina che gli necessita. La ripresa della guerra vede un nuovo confron-
      to  franco-britannico  che dura dodici  anni.
           La Royal Navy può assicurare facilmente la difesa delle isole britanniche, mi-
      nacciate da una nuova flottiglia fatta riunire da Napoleone a Boulogne, che imbar-
      ca  truppe pronte ad invadere il suolo inglese.  Ma la sconfitta di Trafalgar (1806)
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