Page 131 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
P. 131

IL SORGERE-DEL  POTERE  MARITTIMO  FRANCESE                             117


      gono a Cherbourg e a Saint-Malo  nei  mesi  di agosto-settembre  1759. La  pace  di
      Pace di Parigi sanziona la perdita del Canada, compensata dal mantenimento delle
      Antille e delle isole di Terranova, terra questa importante per il reclutamento dei
      marinai.
           La volontà di rivincita porta a un nuovo programma di costruzioni, che, dal
      1761 al1795, impegna tutti i cantieri navali. Così alla fine del regno di Luigi XVI
      si superano i 65 vascelli e le 35 fregate, ma tutto ciò non 'elimina le debolezze strut-
      turali della marina, che sono la carenza del reclutamento, dell'istruzione dei quadri
      e i problemi finanziari. Quindi non deve ingannare il brillante recupero avuto du-
      rante la guerra d'Indipendenza americana (1778-1783), lungamente preparato, fra
      le  due guerre dal  1763  al  1778.
           Quando viene firmato il trattato di Versailles nel  1783, la Francia è in appa-
      n!nza,  soddisfatta.  Ha preso sulla  sua rivale marittima la  rivincita del trattato di
      Parigi  del  1763,  in  gran parte grazie alla  sua  marina,  ma senza  grande  profitto
      materiale. Certamente ha acquisito la gratitudine e l'amicizia degli Stati Uniti, ma
      non si  tratta di  vantaggi  immediati.  Per contro, il movimento politico che porta
      alla Rivoluzione è accelerato dal disastro in cui si  trovano le finanze del Regno di
      Francia.
           Il decennio  pre-rivoluzionario è caratterizzato da una incessante attività dei
      cantieri navali. La marina da guerra francese del 1789 e più ancora quella del 1792,
      è totalmente diversa da quella del1783. Grazie a una razionalizzazione, e una stan-
      dardizzazione vengono definitivamente abbandonate le  costruzioni dei vascelli  da
      64 cannoni  passando  ai  più moderni  modelli  da  74  e  80 cannoni.
           Ma tutto ciò  costa  estremamente caro.  Nel  1789, la  Marina ha 400 milioni
      di deficit. Il clima sociale è teso assecondato da difficoltà di reclutamento e di for-
      mazione di quadri. Tuttavia alla vigilia. della Rivoluzione, la marina francese sem-.
      bra più forte  che mai, tanto per i  bastimenti  che essa  mette in mare, che per gli
      equipaggi, capace di rivalizzare con la Royal Navy: 71 vascelli più 12 in costruzio-
      ne, 74 fregate,  212 unità navali più piccole. Gli ufficiali sono competenti e corag-
      giosi;  e il sistema di  reclutamento degli  equipaggi,  per imperfetto che  sia,  riesce
      a  fornire  alla  Marina  2000  ufficiali  e una  riserva  di  60 000 marinai.
           Ma sono sufficienti però alcuni mesi  nella tormenta rivoluzionaria per dete-
      riorare irrimediabilmente questo strumento. Il fenomeno appare complesso. Deri-
      va dal diffondersi di-. un profondo malessere internG al personale, che avviene per
      gradi,  toccando  in  primo  luogo  i  porti militari.
           Gli operai degli arsenali subiscono una sorte poco invidiabile. Senza garanzia
      di lavoro,  mal pagati, soggetti  a  una dura disciplina  militare,  sopportano anche
      la crisi finanziaria e dei considerevoli ritardi nei pagamenti dei salari. I primi di-
      sordini scoppiano a Brest, Lorient e Rochefort,  agli  inizi  del  1789, prima dell'a-
      pertura degli Stati generali. Quelli più gravi avvengono a Tolone, dove, nel settembre
      1792, gli  operai  chiedono gli  aumenti salariali,  rifiutano d'essere pagati  in asse-
      gnati  e protestano  per il  rialzo  dei  prezzi.
   126   127   128   129   130   131   132   133   134   135   136