Page 137 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL PENSIERO NAVALE ITALIANO ALLA FINE DEL XIX SECOLO:
IL BONAMICO
FERRUCCIO BOTTI
Nel 1861 nasce un Regno d'Italia esteso dalle Alpi alla Sicilia e proteso verso
il centro del Mediterraneo, con una conformazione geopolitica chè può senz' altro
essere definita ambigua e infelice. Ha la testa sul continente, dove confina sulla
barriera delle Alpi con le due più grandi potenze terrestri del momento, la Francia
e l'Austria. Al tempo stesso, ha i piedi nel Mediterranee: un mare non più nostrum
ma vostrum, cioè dominato dalle due più grandi potenze navali del momento (l'In-
ghilterra e la Francia), e per di più con un vasto sviluppo costiero che lo rende
particolarmente vulnerabile ad attacchi (oggi diremmo "proiezioni di potenza")
dal mare.
~ubito dopo l'unità, quindi, l'Italia deve affrontare un quadro internazionale
torbido nel quale non ha amici ai confini, e una situazione geopolitica che le im-
porrebbe di avere al tempo stesso un forte Esercito e una forte Marina.
I gravi problemi econo&ico-sociali del Paese e il cronico dissesto del bilancio
dello Stato rendono ancor più ardua da affrontare questa realtà. Nel 1862 viene
costituita una Commissione per la difesa dello Stato della quale fanno parte anche
rappresentanti della Marina, con il compito di proporre a Governo e Parlamento
soluzioni atte a salvaguardare nel modo più economico possibile la sicurezza na- .
zionale.
La Commissione conclude i suoi lavori nel 1871. Essa ritiene che la minaccia
principale per l'Italia dovrà venire dalle Alpi, quindi indica fin troppo numerosi
punti da fortificare per sbarrare le vie di facilitazione per l'invasore. Destina peral-
tro buona parte delle risorse anche alla fortificazione delle coste e dei porti e basi
principali, e raccomanda di rafforzare la flotta per renderla più idonea a respinge-
re la minaccia della superiore flotta Francese nella penisola e nelle isole, sotto for-
ma di sbarchi o di bombardamenti delle città costiere, dei porti e delle basi principali.
Le conclusioni della Commissione danno l'avvio a un animato dibattito in Par-
lamento e sulla stampa, nel quale si incontrano e scontrano diverse scuole di pen-
siero anche all'interno delle due Forze Armate, tutte però riconducibili in varia
misura al contrasto (mai risolto fino a oggi) tra un'impostazione "continentalista ..
della difesa nazionale (che vede il pericolo magg~ore venire dalle Alpi e considera
il mare un vuoto strategico se non una protezione) e un'impostazione "navalista",
la quale ritiene, al contrario, che il pericolo maggiore venga dal mare, e nelle sue
espressioni più estreme indìca come "indispensabile in ogni caso" la conquista del

