Page 149 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL  PENSIERO  NAVALE  ITAUANO  ALLA  FINE  DEL  XIX SECOLO:  IL  BONAMICO   135

        della guerra marittima, che ci duole non poter qui riassumere. Un breve accenno,
        comunque, merita la sua persistente diffidenza per la battaglia navale (dei  cui ef-
        fetti risolutivi dubita fortemente) e per la guerra marittima condotta indipendente-
        mente dalle  operazioni terrestri.  Quest'ultime sono anzi fondamentali  anche per
        il  successo  delle  operazioni  navali,  visto  che  .. l'occupazione militare  {cioè  con  le
        forze  terrestri -N.d.a.] dei  centri vitali marittimi del nemico è la  modalità più
        efficiente,  più risolutiva  della  lotta  per il conseguito  dominio.  Essa  consente  nel
        modo  p i  ti completo  e più duraturo la  esclusione  del  nemico  dal mare".
             Le ultime opere significative di Bonamico riguardano i commenti alle guerre
        ispano-americana  del  1898 e russo-giapponese  del  1905, e un nuovo  esame del
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        problema della difesa marittima dell'Italia nel 1899 < >.  Dei predetti commenti va
        ricordata soprattutto la metodica: le sue considerazioni basterebbero da sole a smen-
        tire l'immagine - accreditata da taluni - di una letteratura militare e navale del
        secolo XIX e XX appiattita sull' histoire - bataille.  Al contrario, Bonamico traccia
        un larghissimo quadro della situazione politico-sociale di ciascuno dei contendenti
        e degli antecedenti del conflitto, dal quale riesce a trarre sorprendentemente fonda-
        te previsioni sul suo esito e sui suoi riflessi, ben intendo, in particolare, le ragioni
        della  forza  americana  e giapponese.
             Nel Problema marittimo dell'Italia, infine, Bonamico a distanza di vent'anni torna
        a prendere in esame l'argomento della sicurezza e integrità nazionale, al quale, co-
        me si è visto, si era dedicato all'inizio della sua opera a cavallo del 1880. I termini
        essenziali del problema non sono mutati: la flotta francese è sempre tre volte supe-
        riore, e il pericolo maggiore viene sempre dal mare:  per contro, dal 1890 in poi
        gli stanziamenti per la Marina sono diminuiti, soprattutto a causa delle spese per
        l'Esercito richieste dalla campagna d'Eritrea. A fine secolo, inoltre, anche l'Eserci-
        to  ha  pressanti  esigenze  di  ammodernamento.
             In questo quadro, Bonamico si  dichiara contrario alle imprese coloniali, che
        hanno sottratto e sottraggono risorse alla  Marina e quindi compromettono l'esi-
        stenza nazionale. E,  avvalendosi delle conoscenze acquisite in passato, indica an-
        che le grandi linee di un piano di riduzione dell'Esercito che, senza comprometterne
        l'efficienza, consenta con varie economie un cospicuo recupero di risorse a favore
        della  Marina ...  Uno studio quindi, promozionale,  nel quale si  nota la mancanza
        di un analogo piano per la razionalizzazione della Marina, a beneficio delle nuove
        costruzioni e della componente operativa. E si  nota anche che Bonamico- diver-
        samente dal Manfroni e da numerosi altri scrittori navali - non lega la tema ti ca
        dello sviluppo della Marina Italiana all'espansione coloniale, che presenta anzi co-
        me  ostacolo  a tale  indispensabile sviluppo.   ·
             I pur sommari cenni che ne abbiamo dato intendono quanto meno sottolinea-
        re  la  necessità di  una riscoperta  e di  un'attenta  rilettura  dei  numerosi  scritti  di
        questo autore così  importante e così  dimenticato, che pur precede Corbett, Call-
        well e lo stesso Mahan nel tentativo di integrare la strategia navale e terrestre nel
        contesto unitario della difesa e della vita nazionale. E nulla di meglio del suo com-
        mento a  Mahan per comprendere a fondo la visione teorica  del grande scrittore
        americano, e per confrontarla anche oggi con le specificità europee e mediterranee.
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