Page 41 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL  MEDITERRANEO  PRIMA E DOPO L'APERTURA
                             DEL  CANALE  DI SUEZ,  1869



                                                                MARIANO GABRIELE





             Dalla Restaurazione in poi, una serie di eventi aveva contribuito alla rivaluta-
         zione del Mediterraneo. Ad ovest, la rinascita della marina militare e commerciale
         francese  aveva  reso  possibile l'espansione transalpina sulle coste  algerine;  ad est
         era in pieno corso la  lotta per tenere i russi  al di là degli Stretti.  Ma soprattutto
         a sud si faceva  sempre più attuale il più importante motivo conduttore del rilan-
         cio: l'apertura del canale di Suez. Ormai tutti ne comprendevano il significato co-
         me via di collegamento e di espansione verso l'Oriente, l'India e l' Mrica orientale.
         Nella prospettiva prossima dell'accesso diretto al Mar Rosso, l'antico mare chiuso
         diventava  il bacino  più importante del  mondo.
             Tra le forze  presenti in Mediterraneo, il contrasto più rilevante opponeva la
         Francia all'Inghilterra. Anche se solidali contro la Russia, le due potenze marittime
         occidentali  erano  impegnate in una gara  di emulazione  che  raggiungeva  toni  di
         aperta contesa. La politica ambiziosa di Napoleone III urtava direttamente gli inte-
         ressi inglesi. Nel 1858 il varo della Gioire,  prima nave da guerra in acciaio, aveva
         dato alla  Francia un primato non gradito ai britannici, che in quello stesso anno
         incominciarono a  costruire in risposta il  Warrior,  ansiosi di non restare indietro
         ai concorrenti. Nel tempo stesso,  una certa psicosi dell'invasione si diffuse in In-
         ghilterra, favorita sia dall'affermazione di Palmerston- "Steam bridged the Chan-
         nel"- che l'applicazione del vapore alle navi avrebbe fatto della Manica un ponte,
         sia  dal declino  di  prestigio  della  flotta  inglese tra gli  anni  1850 e  1860.
             Ma primo teatro di  contrasto era il Mediterraneo,  dove si  erano sviluppate
         le tappe decisive della rinascita marinara francese, portando a conquiste coloniali
         importanti. L"ammiraglio Lalande, artefice del  rilancio navale francese,  dal  1838
         aveva comandato la squadra del Mediterraneo e, applicandovi metodi nuovi, ave-
         va creato una scuola che contribuiva efficacemente a forgiare il rinnovato strumen-
         to marittimo della politica nazionale. L'occupazione dell'Algeria, iniziata nel 1837
         e proseguita con impegno, aveva aperto alla Francia nuovi orizzonti imperiali; non
         a caso la  "Revue des duex Mondes" aveva proclamato, nel  1838: "dire che Algeri
         è una colonia vuoi dire esprimersi male: Algeri è un impero a due giorni di distan-
         za  da Tolone".  In Cina,  tra il 185 7 e il 1860, la  partecipazione  navale  francese
         alle operazioni aveva talvolta soverchiato quella britannica, mentre nel Mediterra-
         neo,  stabilita  la  forte  posizione  algerina,  i francesi  miravano  al  Levante.
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