Page 42 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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28                                                           MARIANO  GABRIELE

                Dal canto suo l'Inghilterra, dopo averé sostenuto negli anni '20 l'indipenden-
           za ellenica, si era accreditata come potenza tutrice della Grecia, ma nel 1829 aveva
           visto  arrivare i  russi  nell'Egeo,  anche se  era  riuscita  a  farli  tornare indietro  con
           la  pace di Adrianopoli.  Subito dopo,  nel  quadro  delle  contese turco-egiziane  per
           la Siria, Londra aveva avuto da  fare di nuovo con la concorrenza francese, sull'in-
           dipendenza  belga,  sulla  questione  d'Oriente,  sulla gara  coloniale,  su  tutto  meno
           che sulla battaglia di  contenimento della  spinta russa verso gli  Stretti,  risolta con
           la Convenzione del  31  luglio  1841  che confinava in Mar Nero la  flotta  russa.  La
           guerra di Crimea, in seguito, avrebbe comportato addirittura il divieto al governo
           di  San  Pietroburgo di  tenere  una  squadra  nel  Mar Nero.
                In Mediterraneo, al tempo del Risorgimento, l'Inghilterra disponeva delle ba-
           si  di Gibilterra, di Malta, delle isole Ionie, e dei porti che le potenze minori, Gre-
           cia, Turchia, Regno delle Due Sicilie, principati africani, le offrivano, facilitandola
           nel far pesare la superiorità navale. Alla fine degli anni '50, Londra poteva contare
           su un controllo sufficiente del bacino· orientale, dove alla decadente marina turca
           andavano sostituendosi le marine mercantili greca, austriaca e italiana; ma nel set-
           tore occidentale i rapporti di forza  nei  riguardi della Francia non la trovavano in
           posizione favorevole.  Decisiva, pertanto, sarebbe stata l'evoluzione della situazio-
           ne nel settore centrale, dove l'Inghilterra, attestata a Malta ed alle Ionie, si trovava
           a  resistere  alle  velleità  francesi  di  espansione  navale.
                La  seconda guerra d'indipendenza italiana aveva  dato modo alla  Francia di
           avviare nuove dimestichezze in Adriatico, ben al di là di quel Canale di Sicilia che
           l'Ammiragliato londinese considerava già zona nevralgica. Tuttavia, la fine improv-
           visa  della  guer~a e gli  avvenimenti successivi,  i moti e le annessioni, ancora  una
           volta avevano mutato i termini del problema italiano. Ma venne la primavera, la
           primavera del  1860.
                Con l'avvento del gabinetto liberale di  Palmerston,  poco prima dell'armisti-
           zio di Villafranca, l'atteggiamento inglese si  era già orientato in senso  favorevole
           alle  aspirazioni  italiane.  Con Garibaldi in Sicilia,  Londra si  rese  conto prima di
           rutti delle prospettive che si aprivano nel Mediterraneo. La Sicilia, parte integrante
           di  uno  Stato  unitario  italiano  che  potesse  contare sulla  Sardegna  e su  altre  basi
           navali ben disposte, avrebbe potuto costituire un contrappeso o almeno un ostaco-
           lo ad ogni velleità francese di modificare nel settore centrale l'equilibrio marittimo
           meditèrraneo~ D,altra parte l'Italia- e soprattutto la Sicilia- sarebbero state così
           vulnerabili dal mare che il potere navale britannico avrebbe potuto sempre eserci-
           tarvi  una  certa  influenza  o  almeno  un certo  controllo.  È  noto  che  questi  motivi
           contribuirono ad orientare, dopo la guerra del 1859, l'atteggiamento inglese favo-
           revole all'unità italiana. Ciò presupponeva, naturalmente, una potente presenza in-
           glese nel Mediterraneo, con possibilità di manovra immediata a ridosso della Sicilia,
           punto  focale  di  tutto il bacino.
                Ill4 giugno 1860 il vice ammiraglio Martin, comandante in capo della squadra
           di Malta, scriveva all'Ammiragliato che  ''sarà ritenuto essenziale avere  nel Medi-
           terraneo una forza  potente come nella  Manica", e chiariva che ciò  dipendeva da
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