Page 47 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL MEDITERRANEO PRIMA E DOPO t•APERTURA DEL CANALE DI SUEZ, 1869 33
valida come elemento di interdizione contro eventuali tentativi russi di sboccare
al di qua degli Stretti e come copertura a nord est degli interessi britannici sul Ca-
nale di Suez, sempre più evidenti e pronunciati. E infatti, sia pure con gradualità,
il traffico ~arittimo per l'Asia, che nel 1868 aveva visto 9600 navi per 7 300 000
tpl doppiare il Capo di Buona Speranza, incominciava ad avviarsi anche per la
rotta più breve del Canale e del Mar Rosso. Al tempo stesso gli inglesi potenziava-
no la flotta e la loro presenza navale in Mediterraneo, in attesa che il controllo
sull'Egitto divenisse completo.
L'occasione venne presto. Nel 1882 l'Egitto fu scosso da una rivolta naziona-
lista e xenofoba. In maggio, le flotte britannica e francese si presentarono davanti
ad Alessandria, ma l'iniziativa britannica andò ben oltre la dimostrazione navale.
Londra prospettò a Parigi e a Roma la possibilità di uno sbarco congiunto, ma
i due governi declinarono la proposta. La Francia aveva appena messo piede, un
anno prima, a Tunisi, insediandosi sulla costa meridionale del Canale di Sicilia;
l'Italia, disillusa e umiliata, restava bloccata sulla sponda settentrionale e doveva
cercare in altre direzioni qualche sostegno internazionale. L'una e l'altra, per nloti-
vi diversi, avevano bisogno di digerire la vicenda tunisina, destinata certamente
ad influire sugli equilibri navali del bacino occidentale.
Così l' 1lluglio 1882 la squadra britannica bombardò i forti costieri egiziani.
Seguirono sbarchi ad Ismailia ed a Tel-el-Kebir, da dove in settembre gli inglesi
raggiunsero il Cairo. Arabi pascià, il capo della rivolta, fu deportato a Ceylon, mentre
il Khedivé Tawfik ritornava con un governo filo-britannico. Il controllo duale anglo-
francese sulle finanze egiziane terminò l' 11 gennaio 1883 e i britannici, rimasti
soli, avviarono una sorta di concordato per il debito. Il 30 novembre successivo,
con soddisfazione di quegli ambienti armatoriali che avevano sempre contrastato
l'opposizione del governo inglese al Canale, fu firmato a Londra un accordo, in
base al quale i rappresentanti britannici nel boa,.d della Compagnia che gestiva il
Canale di Suez salivano da 3 a 10, contro 22 francesi.
La contromanovra britannica si era così conclusa, per quella fase storica. La
rotta giugulare dell'impero - quella che dalla madrepatria, attraverso il Mediterra-
neo e Suez, portava all'India- era saldamente in mani inglesi. A Lisbona, a Gibil-
terra e a Malta, tale itinerario era difeso da puntelli importanti, senza che una sola
potenza marittima potesse dominare dalle due sponde il punto critico del Canale
di Sicilia, e questo comportava la possibilità, per gli inglesi, di appoggiarsi, a se-
conda delle circostanze, ai francesi od agli italiani, assai improbabili alleati tra lo-
ro. Con l'acquisto di Cipro e delle basi egiziane, poi, la Marina britannica si
assicurava il dominio del bacino orientale, si procurava un antemurale a ridosso
della Turchia utile per la difesa del Canale e per integrare le amiche isole greche
nell'azione di controllo dei mari prospicienti gli Stretti e conseguiva la facoltà di
muovere e di concentrare per via interna - attraverso il Canale - le proprie forze,
facendole gravitare dove più lo esigeva il momento politico o strategico: nel Medi-
terraneo, nel Mar Rosso ed oltre, verso il Mare Arabico e l'Oceano Indiano.

