Page 45 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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IL MEDITERRANEO PRIMA E DOPO L'APERTURA DEL CANALE DI SUEZ, 1869 31
sulla faccia della terra. Tradizionali protagoniste erano le due grandi potenze
navali dell'Europa occidentale, Francia e Gran Bretagna, sempre di fronte e
sempre in concorrenza in ogni angolo del mondo. La Francia si affacciava sul
Mediterraneo, la Gran Bretagna no: chi sarebbe stata più favorita dal cam-
biamento?
tutta la promozione dell'impresa, come i lavori di scavo, erano in mano france-
se, il che esasperava le diffidenze e le paure di Londra, dove non infrequente-
mente dichiarazioni ed iniziative provenienti da Parigi venivano accolte con
preoccupazione e giudicate d'i taglio aggressivo.
Il successore di Abbas Said, Ismail, salì al potere nel 1863 e durante il suo
viceregno fu inaugurato il Canale di Suez- 17 novembre 1869- con una proces-
sione di navi in testa alla quale procedeva lo yacht imperiale francese, rAig/e, con
l'imperatrice Eugenia a bordo. Anch'egli uomo di cultura francese, Ismail si rende-
va conto delle nuove esigenze dell'Egitto e delle nuove prospettive aperte dal Cana-
le. Ma l'ambizione gli fece velo, impedendogli di considerare con sufficiente realismo
le possibilità del paese e la sua situazione finanziaria. Nel 1866 raddoppiò il tribu-
to dell'Egitto al Sultano, che l'anno seguente lo nominò Khedivé, ossia in pratica
Viceré ereditario, dando così maggior lustro alla dinastia, la quale, di origine alba-
nese, era considerata turca dagli egiziani. Ismail condusse all'interno una politica
di modernizzazione, con nuove leggi ispirate al codice napoleonico; all'esterno cer-
cò di espandersi verso sud e soprattutto nel Mar Rosso, avendo compreso la nuova
valenza strategica di tale bacino dopo l'apertura del Canale. Ma queste operazioni,
per le quali aveva utilizzato anche ufficiali americani, non ebbero successo ed ag-
gravarono una situazione finanziaria già difficile. Il Khedivé aveva ereditato un
debito di 3 milioni di sterline da Abbas Said, cumulandovi poi i passivi derivati
dalle sue iniziative di politica estera e militare e dalla sua prodigalità personale.
In breve, arrivò alla bancarotta.
Il governo britannico, dopo essersi inutilmente opposto alla realizzazione del
·Canale, aveva cercato di correre ai ripari come gli era possibile ed aveva investito
a Malta, secondo quanto suggeritogli dal Comandante della Mediterranean Fleet, am-
miraglio Martin, per rafforzare le difese della base navale e gli impianti marittime
dell'isola. Ma, naturalmente, simili misure costituivano la risposta possibile, non
la risposta adeguata alla nuova realtà commerciale e strategica che l'apertura del
Canale avrebbe prodotto.
Intanto la Francia, dopo la guerra con la Prussia del 1870-1871, aveva visto
il tramonto del secondo impero e la nascita della terza repubblica, in un quadro
interno agitato e contraddittorio che certo non favoriva una attenzione particolare
per la politica navale. La Marina non era stata battuta durante il conflitto, a
differenza dell'esercito, ma; la sua superiorità si era dimostrata inutile: in più, ave-
va anche deluso, perché ai piani baldanzosi di sbarcare in Danimarca un corpo
d'esercito che avrebbe dovuto marciare su Berlino era seguita l'inazione, propizia-
ca da ritardi organizzativi e soprattutto dalla sequela delle sconfitte terrestri.

