Page 46 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
P. 46

32                                                           MARIANO  GABRIELE


                In Italia, gli  anni  '70 videro il fallimento  dell'immatura aspirazione ad una
           espansione strategica verso Valona e la costa adriatica di fronte alla Puglia, come
           pure di altre velleità di approccio in direzione del Levante. I_n  realtà, l'isolamento
           politico del paese in campo internazionale e l'inadeguatezza dello strumento mili-
           tare marittimo rendevano priva di senso ogni intenzione espansiva. Nell'aprile 1873
           il ministro della Marina, Riboty, avvertì che la debolezza della flotta si proponeva
           come un pericolo non solo per Roma, ma anche per gli eventuali amici che avesse
           avuto; e una tale constatazione non li avrebbe incoraggiati a diventarlo. Malgrado
           l'exploit imprevisto del Dttilio,  questa nave non era una flotta, e il governo italiano
           si trovò regolarmente impantanato nella incompatibilità tra le possibilità e le aspi-
           razioni che aveva.  Tra queste non c'era il  Canale di Suez,  per il quale oltre tutto
           - come per tutto il bacino orientale - la  base di Spezia della flotta  italiana,  così
           periferica rispetto alla rotta Gibilterra-levante, appariva scarsamente vocata a so-
           stenere  un impegno  navale.
                All'inizio  degli  anni  '70  ci  fu  una  pausa  nella  spinta  verso  la  dominazione
           coloniale: la prevalente teoria del libero commercio consentiva l'accesso a gran parte
           del globo, la ricchezza cresceva abbastanza rapidamente, almeno fino alla crisi eco-
           nomica mondiale innescata nel maggio 1873 dal crac finanziario di Vienna. In quel
           tempo Bismarck dichiarava che nessuna colonia valeva le ossa di un granatiere di
           Pomerania, la  Francia si  dibatteva nel disordine conseguente alla disfatta, oltre la
           Manica il partito di Gladstone affermava che l'Inghilterra era giunta al limite della
           sua  espansione mondiale.
               Ma le elezioni del 1874 riportarono al potere in Inghilterra Benjamin Disrae-
           li e gli  diedero modo di  affermare le  sue 'visioni  ··imperiali". E in Egitto,  con la
           piega  che  avevano  preso  le  cose,  si  presentò  una  occasione  favorevole.  Il  nuovo
           Primo ministro comprò per 4 milioni e 80 mila sterline tutte le azioni del Khedivé
           nella  Compagnia del Canale di  Suez:  erano  176 602 su 400 000, di  cui  207 000
           appartevano alla Francia e 16 398 a privati. In questo modo il governo di londra
           che,  nel  decennio  precedente,  non aveva  voluto sottoscrivere  neanche  un'azione,
           si  trovò dal 25  novembre  1876 a disporre di una quota importante della Compa-
           gnia. Assieme ai  francesi,  i britannici assunsero il controllo delle finanze egiziane
           in modo sempre più penetrante, finché il26 giugno 1879, dopo un vano tentativo
           del Khedivé di liberarsi degli  anglo-francesi che avevano esteso il controllo anche
           alle sue proprietà personali, il Sultano nominò il figlio di Ismail, Tewfik, come sue~
           cesso re.
                Ma l'acquisto delle azioni egiziane si  inquadrava, sia pure come l'azione più
           importante, in una  manovra di  rilancio che il  governo  britannico in quegli  anni
           conduceva con decisione su diversi scacchieri, al fine di recuperare il terreno per-
           duto nel passato. La regina Vittoria veniva proclamata a Delhi imperatrice dell'In-
           dia e nel1878 l"Inghilterra procedeva all'occupazione di.Cipro, mediante la curiosa
           formula  dell'affitto  sancita  nel  trattato  di  alleanza  difensiva  con  la  Turchia;
                In questo modo Londra ritornava ad essere la potenza marittima dominatrice
           nel  Mediterraneo,  dove  la  sua  catena di  basi si  completava  con  l'isola  di  Cipro,
   41   42   43   44   45   46   47   48   49   50   51