Page 44 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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30 MARIANO GABRIELE
il secondo passibile di diventarlo. Questo passaggio era quello più importante per-
ché di transito normale per le rotte che dall'ovest andavano verso levante e l'im-
boccatura settentrionale del canale in costruzione. L'Italia nasceva in un momento
nel quale il Canale di Suez non esisteva ancora, ma si sapeva per certo che sarebbe
esistito di lì a pochi anni, creando una nuova corrente di traffico, di portata forse
rivoluzionaria, che avrebbe potuto essere sfruttata anche a vantaggio italiano. In
termini di potere marittimo, la posizione geografica chiave era quella del Canale
di Sicilia, dove il possesso di Pantelleria, a due terzi di strada per l'Africa, rafforza-
va la posizione del Regno. Questa posizione sarebbe potuta diventare formidabile
col possesso della sponda africana.
La spinta verso Tunisi, a prescindere da altri elementi, appariva quindi con-
seguenza logica della situazione geografica. Non c'è dubbio però che la mira al
possesso di entrambi gli stipiti di quella porta marittima avrebbe incontrato r op-
posizione dell'Ammiraglio britannico, il quale non poteva vedere di buon occhio
insediarsi la stessa potenza su tutte e due le coste di un medesimo passaggio obbli-
gato. Una tale prospettiva andava considerata preoccupante perfino alla luce della
fragilità dell'Italia di allora, perché nel tempo la potenza del paese sarebbe potuta
crescere e soprattutto sommarsi a quella di alleati forti. Così, valutando con l' oc-
chio lungo e diffidente dei navalisti inglesi, una causa di frizione poteva venire
di là, come quando, nel 1864, la piccola Italia comparve tra le protagoniste navali
di una vertenza in Tunisia e si rese conto di non avere alcuna probabilità di met-
tervi piede, se pure vi avesse pensato, tanto più quando le Marine delle grandi
potenze conobbero le possibilità di Biserta.
Ma veniamo a Suez. A partire dall'occupazione francese dell'Egitto (1798-1801)
il problema del taglio dell'istmo, tante volte trattato nel passato ·fin dall'antichità,
ritornò attuale e nel 1846 fu costituita una apposita Società di studi. Nel 1854,
e poi in forma definitiva nel 1856, il viceré d'Egitto, Abbas Said, uomo di cultura
francese, concesse il permesso per la costruzione del canale a Ferdinand de Les-
seps, malgrado l'opposizione britannica, che riuscì a ritardare di 2 anni la ratifica
della concessione da parte del Sultano di Costantinopoli e si articolò anche nella
proposta di una ferrovia alternativa.
Questa opposizione nasceva da motivi diversi. Ne citiamo tre, ai quali si pos-
sono riportare tutti:
la potenza dominante è portata a sostenere lo status quo ante, vale a dire a con-
servare e difendere la posizione che le dà vantaggio. La lunga rotta del Capo
di Buona Speranza, attraverso un'esperienza di secoli, aveva favorito gli inglesi
nei rapporti con l'India e l'Oriente asiatico. Su quella rotta le marine militare
e mercantile britanniche avevano dispiegato nel passato tutta la loro capacità
di potere.marittimo e tenuto a distanza la concorrenza. L'apertura di una nuo-
va strada marittima rischiava di rimettere in discussione elementi, anche es-
senziali, della precedente situazione favorevole;
era incominciata la fase più concitata della corsa imperialistica alle colonie,
quello che più avanti sarebbe stato definito il big game, il grande gioco a monopoli

