Page 98 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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            alleate) e della screscente flotta mercantile utilizzata, Roma provvide in un primo
            tempo  ad estendere gradualmente il proprio controllo  marittimo, con le  navi  da
            guerra di cui si era dotata, e poi a confrontarsi, con straordinaria determinazione,
            con la maggiore potenza marittima esistente nel Mediterraneo: Cartagine. Avendo
            in tal modo acquisito la supremazia navale, Roma poté superare vittoriosamente una
            ininterrotta serie di guerre (oltre alla immane II guerra Punica, vi sono tre guerre
            Illiriche, tre guerre Macedoniche, una guerra Siriaca, una Istrica e svariate in Spa-
            gna),  che,  pur se  originate da  ragioni  eminentemente  "difensive", la  portarono,
            col determinante concorso delle sue forze _n:tarittime, ad allargare progressivamente
            la propria area d'influenza oltremare, fino ad interessare tutti i litorali bagnati dal
            Mediterraneo.
                L'affermazione del potere marittimo di Roma, pertanto, non fu basata su poche
            fortunose vicissitudini, ma su una sequenza di scelte del tutto razionali e coerenti,
            come risulta con chiarezza perlomeno dai periodi sui quali ci è pervenuta una suf-
            ficiente copertura storiografica: «Le azioni di Roma, almeno dalla Prima Guerra Punì-
            ca  a quella  Siriaca,  dimostrarono  chiaramente  la  comprensione  dell'importanza  del potere
            marittimo e la persecuzione di un ben preciso indirizzo per ottener/o in modo assoluto su tutto
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            il Mediterraneo» <9 >.  Nei periodi  meno documentati, le  poche informazioni  dispo-
            nibili non ci danno l'evidenza di qualche concreta inversione di tendenza (che non
            troverebbe, peraltro, alcuna spiegazione plausibile), pur mostrandoci alcune tran-
            sitorie situazioni di gravi scompensi scaturiti dalla crisi istituzionale che generò l'Im-
            pero.  In ogni  caso, la  successione dei grandi eventi marittimi che hanno  portato
            Roma al  dominio dell'intero Mediterraneo lascia  comprendere che,  in occasione
            delle singole scelte di volta in volta operate, anche quando pressati da t:errificanti
            emergenze interne, i Romani mantennero sempre ben presente la valenza strategi-
            ca del potere marittimo e l'esigenza di cogliere tutte le occasioni favorevoli per conso-
            lidarlo. Vi sono peraltro certi severi  critici moderni,  imbevuti di proprie certezze
            marinare, che amano evidenziare nella gestione delle questioni navali romane ogni
            possibile sintomo di inesperienza ed incompetenza: ma se così fosse, occorrerebbe
            comunque spiegare come fecero i Romani, di ingenuità in ingenuità, di incoerenza
            in incoerenza, di errore in errore, a pervenire, dopo essersi confrontati per mare
            con tutte le  maggiori potenze navali dell'epoca, alla  più assoluta forma di dominio
            dei  mari  che  sia  mai  stata  concepita.
                L'approccio  romano ai  problemi  navali  e marittimi va quindi  studiato con
            umiltà e rispetto; così. come è difficile che un marinaio non sappia riconoscere un
            altro marinaio, ci risulterebbe impossibile non attribuire ai Romani tutto il merito
            per gli straordinari risultati ch'essi seppero conseguire per mare. Dall'esame di quelle
            vicende, inoltre, emerge con assoluta  evidenza la  spiccata sensibilità dei  Romani
            per le proprie esigenze marittime (parlando del porto di Ostia e di quelli viciniori,
            Cicerone disse ai Senatori:  «quei porti che vi danno la possibilità di vivere e di respira-
            re>>) <97>,  e la più che convincente loro capacità di utilizzare lo strumento navale nel-
            l' intera gamma delle missioni possibili secondo la logica perenne che regola la gestione
            del potere  marittimo.
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