Page 94 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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e dalla flotta romana fatta costruire da Silla consentì a quest'ultimo di sbarcare in
Asia minore e di ricevere la resa di Mitridate, che rientrò nel suo regno dopo aver
consegnato ai Romani 70 navi da guerra. Silla ebbe poi a disposizione ben 1200
navi per trasferire il suo esercito da Durazzo a Brindisi. Lucullo esercitò quindi
il comando della III guerra Mitridatica (74~66) in cui si avvalse sia di una flotta
procura tagli dalla provincia romana d'Asia, sia di una nuova flotta eh' egli stesso fece
costruire: sbaragliò le flotte di Mitridate, costringendolo alla fuga, e s'impadronì
delle principali città costiere del Ponto; nel suo trionfo a Roma, fece sfilare 110
navi da guerra rostrate catturate al nemico. Nel frattempo, Gneo Pompeo Magno,
investito del comando supremo della guerra Piratica (67), aveva rastrellato con
500 navi l'intero Mediterraneo liberandolo dalla piaga della pirateria cilicia. Ciò
fece dire a Cicerone, circa dieci anni dopo: «Già da lungo tempo noi vediamo che quel
mare immenso, i cni movimenti tumultuosi avevano non solamente interrotto le corse dei nostri
vascelli, ma arrestata ogni comunicazione fra le nostre città e le nostre armate, noi vediamo
che quel mare, grazie al valore di Pompeo ... dall'Oceano fino all'estremità del Ponto è sicuro
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e tranquillo come fosse un porto solo e ben chiuso» < >. Lo stesso Pompeo Magno portò
quindi a termine la III guerra Mitridatica (66~64), avvalendosi pienamente del~
l'acquisito dominio del mare: «Pompeo, disseminata l'intera flotta a guardia del mare tra
la Fenicia e il Bosforo [Cimmerio), mosse all'attacco di Mitridate>> < > (il Bosforo Cim~
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merio è l'odierno stretto di Kerc, fra il mar Nero ed il mare d'Azov). Nel corso
delle sue due felicissime campagne (contro i pirati ed in medio~oriente), Pompeo
catturò ben 800 navi da guerra, di cui 700 vennerò condotte nei porti d'Italia.
Nella formula ufficiale del trionfo venne esplicitamente scritto ch'egli aveva «resti-
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tuito il dominio del mare [in latino: .. imperium maris") al popolo romano» < 9>. Venne
poi Giulio Cesare, reduce da esaltanti imprese navali sulle acque dell'Oceano: la
vittoria navale riportata nelle acque della Bretagna (nel 56 a.C.) contro la poderosa
flotta di 220 navi della coalizione cc Armoricana'' (tutte le popolazioni della regione
costiera della Gallia settentrionale, fra la Loira ed il Reno) ed i due sbarchi navali
in Britannia (anni S 5 e 54). Allo scoppio della guerra civile contro Pompeo egli
si imbatté nella ostilità di Marsiglia; dispose pertanto che la città fosse assediata
e sottoposta al blocco navale (estate 49) da parte della flotta di Decimo Bruto:
i Romani attuarono un blocco efficace e riportarono due vittorie navali sulla flotta
marsigliese (acque di Marsiglia e di Taurento); ciò indusse la città ad arrendersi
poco dopo, rinunciando al suo ruolo di potenza marittima (era l'ultima, nel Medi-
terraneo occidentale, ad essersi mantenuta fino ad allora indipendente da Roma,
ancorché tradizionalmente amica ed alleata). Tralasciamo le altre vicende navali
di questa guerra civile, poiché non ebbero dirette implicazioni sul potere marittimo
di Roma, salvo la tendenza verso un costante potenziamento delle risorse navali da
guerra: «Les guerres civiles de la fin de la Réprtblique ont vu un accroissment considérable des
forces navales disponibles en Méditerranée: dans la mesure où le contrO/e de la mer était indi~
·spensable pour transporter des troupes et s'assurèr la maitrise de l'Empire, chacun des adver-
saires a cherché à développer sa puissance maritime: Pompée d' abord, puis CéJar, Sextus Pompée
enfin Antoine et Octave ont disposé d} effectifs non négligeables, en constante augmentation>> <90).

