Page 90 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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           nella cittadella, chiamata Birsa) e tagliando l'accesso terrestre alla  penisola su cui
          si trovava Cartagine, mediante lo scavo di un duplice fossato per tutta la larghezza
          dell'istmo. Nel contempo, le  navi della sua flotta venivano mantenute in pendola-
          mento davanti alla città per la prosecuzione del blocco navale; ciononostante, alcu-
          ne veloci navicelle a vela, approfittando dei periodi in cui soffiava un vento molto
          teso  dal mare,  riuscivano  occasionalmente a  forzare  il blocco,  portando limitate
          quantità di  cibo  che venivano  distribuite  ai  soldati  scelti  di  Asdrubale.
               Scipione decise allora di bloccare fisicamente l'entrata del porto: facendo la-
           vorare alacremente i suoi soldati a terra, ed avvalendosi certamente delle navi per
           il trasporto e la  posa in acqua dei grandi massi, egli  «tirò nel mare un argine lungo,
          cominciandolo da quel tratto che,  posto tra la laguna ed il mare,  si chiama  "lingua'', conti-
           nuando nell'alto mare ed indirizzando/o fin sopra l'entrata.  Faceva poi contenere quell'argine
          con  dei  macigni grandi e serrati,  affinché non fossero  dissipati dai flutti.  Era  questo  argine.
          largo  ventiquattro piedi {- 7, l  metri}  in  superficie,  e quadruplo  alla  base» <7?>.
               Ma i Cartaginesi reagirono con tutte le loro residue energie: avendo ancora,
           in quel periodo, il controllo di tutta l'area del duplice porto, mercantile e militare
          . (Cotone),  essi  lavorarono  occultamente per poter riattivare l'accesso  al  mare,  sca-
           vando un'altra bocca che doveva aprirsi verso levante; allo stesso tempo e con al-
           trettanta segretezza, utilizzando tutto il materiale ancora disponibile nei loro arsenali,
           costruirono  centoventi  navi  da guerra coperte  nell'arco  di  due  mesi <70.
               Tre giorni dopo l'apertura della nuova bocca del porto, questa nuova flotta
           uscì a confrontarsi con quella romana. Iniziò così la battaglia navale di Cartagine
           (147 a.C.), che fu l'ultima combattuta da una flotta punica. L'Intento dei Cartagi-
           nesi  era  quello  di  infliggere  ai  Romani  danni tali  da  costringerli  a  rimuovere -
           o perlomeno alleggerire significativamente- il blocco navale. Alla flotta  romana,
           la  cui  forza  era  incentrata  sulle  solite,  poderose,  quinqueremi,  erano  aggregate
           alcune unità delle città alleate. La battaglia, estremamente accanita, rimase sostan-
           zialmente equilibrata fino  al tardo pomeriggio, quando i Cartaginesi - verosimil-
           mente esausti ed in affanno - decisero di sospendere il combattimento e di rientrare
           in porto prima del tramonto. Ma le  navi più piccole, accorse prima di tutte verso
           la stretta imboccatura, entrarono in collisione, ostruendo 1' ingresso a tutte le altre,
           che fuggirono verso l'argine antistante le mura della città.  Esse vennero così bloc-
          . cate dalle navi romane, che, con l'aiuto di quelle alleate, continuarono a speronare
           le unità puniche fino a quando il buio della notte non permise la prosecuzione del-
           le operazioni. In seguito alla vittoria navale romana, le poche unità superstiti dei
           Cartaginesi non tentarono più alcuna sortita, mentre la flotta romana continuò le
           operazioni  di  blocco  navale.                 ·
               Dopo la  battaglia navale,  nel  corso  della  quale  si  era  resa  palese la  valenza
           dell'argine ove si erano accostate le navi puniche, Scipione Emiliano volle innanzi-
           tutto impadronirsene, e vi fece poi costruire un muro di altezza pari alle mura ne-
           miche.  Quindi,  prima  di  procedere all'assalto  finale,  si  mosse  con  la  flotta  per
           eliminare, in collaborazione con dei reparti terrestri, ogni residuo supporto esterno
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