Page 85 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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NASCITA  E AFFERMAZIONE DEL  POTERE  MARITTIMO  DI  ROMA                 71


         Sicilia. A Scipione, inoltre, vennero spontaneamente offerte dalle città d'Italia in-
        genti quantità di  materiali per la  costruzione e l'armamento di altre  30  navi  da
         guerra (20 quinqueremi e 10 quadriremi), che vennero varate 44 giorni dopo che
         il legname era stato  portato dai boschi.  Dopo aver fatto  effettUare  a Caio  Lelio,
         con le  30 navi vecchie,  un'incursione sulle coste di Ippona Regia (odierna Bona)
         nell'estate del  205  a.C.,  Scipione si  predispose a  passare in Mrica. Poco  prima,
         80 navi onerarie cartaginesi, cariche di rifornimenti per Annibale, erano state cat-
         turate nelle acque della Sardegna dal pretore Gneo Ottavio. Scipione, raccolte cir-
         ca  400 navi  onerarie per il trasporto dell'esercito, salpò da Lilibeo,  scortando il
         convoglio con 40 quinqueremi. Sull'andamento dello sbarco, avvenuto nei pressi
         di capo Farina, si trova oni tanto qualche accenno a possibili problemi· incontrati
         nel raggiungere la spiaggia. La più antica descrizione (del II secolo a.C. dello sbar-
         co navale in Africa, contenuta nel seguente breve frammento della "Guerra Anni-
         balica"  di  Lucio  Celio  Antipatro,  rende,  invece,  l'idea  di  celerità e sincronismo,
         in linea con i canoni delle moderne operazioni anfibie:  «Tutti raggiungono contempo-
         raneamente la te"a con la flotta,  sbarcano dalle navi e dalle imbarcazioni e,  stabilito l'ac-
         campamento,  innalzano  le  insegne» (58).
             Scipione, dopo aver mantenuto il campo sulla costa,  in collegamento con la
         flotta,  si  portò nei pressi di Utica. L'assedio di Utica venne iniziato nel 204 a.C.;
         nell' autu~no dello stesso anno, essendo sopraggiunte le poderose forze del re Siface
         (che si era alleato con i Cartaginesi), divenne propiziatorio predisporsi a fronteg-
         giare quella  nuova  minaccia.  Nel  203  a.C.,  pertanto, l'assedio  navale di Utica
         venne  utilizzato  da Scipione con  finalità  di diversione,  in modo  da  consentire il
         conseguimento della sorpresa nei successivi attacchi condotti dalle forze terrestri.
         Scipioné riportò così una grande vittoria ai Campi Magni, inducendo i Cartaginesi
         a richiamare Annibale dall'Italia. In quello stesso anno i Cartaginesi effettUarono
         un attacco alle navi romane che assediavano Utica e catturarono delle navi onera-
         rie  romane  in  violazione  di  una tregua  concessa  dai  Romani.  Annibale,  tornato
         in Africa l'anno successivo (202 a.C.), venne finalmente battuto da Scipione nella
         celebre battaglia combattUta nei pressi di Zama. Subito dopo la vittoria, Scipione
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         si portò con tutta la flotta (circa 90 navi da guerra) ad effettuare una dimostrazio-
         ne navale davanti al porto di Cartagine: ne uscì una nave con dieci parlamentari
         inviati  da  Annibale per  richiedere  la  pace.
             Le durissime condizioni di pace (che Annibale giudicò comunque benigne)
         includevano la  consegna  di  tutte le  navi da guerra, eccettUate dieci triremi, ed il
         divieto di muovere guerra ad alcun popolo senza il consenso dei Romani; esse ven-
         nero accettate dai Cartaginesi e ratificate agli inizi del 20 l  a.C. «I Cartaginesi conse-
         gnarono le navi da guerra . ... Le TTavi fitrono per ordine di Scipione portate al largo e incendiate;
         secondo alcuni,  erano 500 navi a remi d'ogni specie; e la improvvisa vista dell'immenso rogo
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         fu tanto lagrimevole per i Punici quanto sarebbe stato l'incendio della stessa  Cartagine» < 9>.
         Conclusa la sua missione in Mrica, Sci piane rientrò a Roma ave gli venne accorda-
         to  il trionfo,  oltre  al soprannome Africano.
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