Page 80 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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                Vargomento non potrebbe essere adeguatamente concluso senza citare il bi-
           lancio che ne trasse Poli bio. ~<La guerra sorta fra i Romani e i Cartaginesi per il possesso
           della Sicilia ebbe così termine ... dopo essere durata ventiquattro anni continui; fu,  delle guerre
           delle  quali abbiamo  notizia,  la più  lunga,  la più grave,  la più continua.  In  essa, . . . una
           volta i due contendenti misero in  campo più di cinquecento quinqueremi,  un'altra poco  meno
           di settecento.  In tale guerra i Romani perdettero quasi settecento quinqueremi, comprese quelle
           distrutte nei naufragi, i Cartaginesi ne perdettero quasi cinquecento .... Se si tien conto ... delle
           differenze fra le quinqueremi e le triremi delle quali si servirono i Persiani contro i Greci, ...
           si conclude che mai forze di tale entità discesero a combattere in mare.  Da tutto questo risulta
           evidente ... che ...  i Romani non per vicende casuali, ...  ma assolutamente a buon diritto,  dopo
           essere stati  messi alla prova  in  tante  vaste  e pericolose  imprese,  audacemente  concepirono  il
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           disegno  di  conseguire  l'assoluta  egemonia  e attuarono  il loro  proposito» < 1).
           L'esercizio del potere marittimo

                Dopo la sua autorevole affermazione sul mare, Roma ebbe la necessità di in-
           viare le sue flotte al di là dell'Adriatico (l e II guerra Illirica; 229-228 e 220-219
           a.C.) per porre fine alle azioni di  pirateria che venivano condotte dalle navi illiri-
           che ai danni del commercio marittimo esercitato dai Romani e dalle altre marine-
           rie d'Italia. Si  trattò di due impegni di  breve durata ma di  rilevante importanza,
           sia ai fini  della  sicurezza della navigazione in Adriatico,  sia  per le felici  ricadute
           in termini di  immagine nelle  relazioni fra  Roma ed i Greci (Atene,  Corinto, lega
           Achea  e lega  Etolica).
                In quegli anni, il commercio marittimo romano doveva aver assunto delle
           dimensioni  di  tutto rispetto:  a parte quello  che si  svolgeva  nei  mari d'Italia, vi  è
           l'evidenza di consistenti traffici marittimi romani nelle acque africane (come si  è
           accennato parlando della guerra Libica) ed in quelle iberiche a nord della foce del-
           l'Ebro (l'influenza romana su quel litorale venne riconosciuta dai Cartaginesi, nel
           226 a.C., con il cosiddetto Trattato dell'Ebro).  Certo è che il volume di affari collega-
           to con il traffico mercantile doveva essere, a Roma, estremamente fiorente: sappia-
           mo  per esempio  che  i senatori  andarono su  tutte le  furie  quando,  nel  218 a.C.,
           il tribuno della plebe Quinto Claudio, riuscì a fare approvare una nuova legge «se-
           condo la quale nessun senatore o figlio  di senatore avesse in mare una nave di più di trecento
           anfore»;  a giudizio del  proponente, tale  carico  - equivalente a  circa  8 tonnellate'
           - «era sufficiente per il trasporto  dei  raccolti agricoli;  ogni altro  traffico  era  indecoroso per
           i senatori.  E la  cosa,  discussa  con  sommo  accanimento,  aveva procurato  al sostenitore delta
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           legge ...  malevolenze da parte del patriziato,  ma fapore da parte della plebe» <5 >,  presso cui
           i più intrapendenti avevano già iniziato ad assaporare i benefici di  quei traffici.
                Ma in quello stesso periodo, si erano addensate all'orizzonte le nerissime nubi
           del furore revanscista di Annibale, che varcava il fiume Ebro per avviare la sua lun-
           ga marcia verso l'Italia. Iniziava così la II guerra Punica, in cui i Romani dimo-
           strarono di aver perfettamente messo a fuoco i principi basilari della gestione del
           potere marittimo. Infatti, se nella prima guerra contro Cartagine i Romani erano riu-
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