Page 77 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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NASCITA· E AFFERMAZIONE DEL POTERE MARITTIMO DI ROMA 63
cedettero e presero la fuga, atterriti dalla nuova esperienza, dopo aver subito la perdita di
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cinquanta navi>> (3 >.
La vittoria navale di Milazzo (260 a.C.) segnò una svolta memorabile nella
storia di Roma, che aveva raggiunto la statura di una potenza navale in grado di
misurarsi con Cartagine. «Nessun'altra vittoria riuscì mai ai Romani più gradita di que-
sta» (3S). «I Romani, contrariamente a ogni. aspettativa, potevano concepire la speranza di
ottenere la supremazia per mare>> <39). Il console Caio Duilio inaugurò la lunga serie
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dei trionfi navali < > dei comandanti delle flotte romane; in suo onore venne anche
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. eretta, nel Foro romano, la prima colonna rostrata dell'Urbe < 1).
Dopo quel loro primo grande successo in mare, i Romani effettuarono subito
una spedizione navale in Sardegqa ed in Corsica (259), ove sconfissero i Cartagine-
si. Due anni dopo, il console Caio Attilio Regolo, con un brillante stratagemma (42>,
ottenne nelle acque di Tindari una vittoria navale che gli valse il conferimento del-
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la prima «Corona navale» < 3>, la più ambita delle onorificenze militari dei Ro·mani.
I Romani, quindi, avendo predisposto una grande spedizione anfibia per por-
tare la guerra in Africa, affrontarono la flotta nemica nell'estate del 256 a.C. al
largo di Ecnomo (località sul promontorio della costa sud-occidentale sicula, nei
pressi dell'odierna Licata): «si rimane ... colpiti dalla gravità della battaglia e dalla straor-
dinaria potenza che entrambe le città dimostrarono col mettere in campo tanta moltitudine
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di uomini e di navi)) < >: quella di Ecnomo fu infatti la più grande delle battaglie
navali mai registrate dalla Storia, sia per numero di navi partecipanti (680, di cui
3 30 navi romane), sia per numero di uomini imbarcati (290 mila, di cui 140 mila
Romani). La flotta romana affrontò il combattimento pur essendo appesantita dal
carico bellico necessario per lo sbarco in Africa: vi erano perfino le navi che tra-
sportavano i cavalli, poste a rimorchio di quelle della terza squadra. Pertanto, i
due consoli romani- Marco Attilio Regolo e Lucio Manlio Vulsone- adottarono
un dispositivo idoneo a proteggere le navi più lente e meno manovriere. Anche
in questa battaglia, tatticamente molto più complessa di quella di Milazzo, i Roma-
ni ebbero la meglio, perdendo solo 24 navi, mentre i Cartaginesi ne persero un
centinaio, di cui 64 catturate con tutti gli equipaggi.
Dopo la vittoria navale di Ecnomo, Attilio Regolo condusse con successo
anche il primo sbarco navale romano in Africa, impadronendosi di Clupea (odier-
na Kelibia) e di Tunisi, giungendo quindi a pochi chilometri dalla stessa Cartagi-
ne. Ma le successive operazioni terrestri si risolsero in una grave sconfitta dei Romani
e nella cattura del loro celebre ed eroico Comandante in carico.
La flotta romana, inviata in Africa nella successiva primavera (255) per soc-
correre ed evacuare le forze terrestri, conseguì il pieno successo, ottenendo nelle
acque di Capo Ermeo anche una splendida vittoria navale, che fruttò la cattUra
di ben 114 navi puniche e la dedica di una colonna rostrata sul Campidoglio in
onore del console Marco Emilio. La missione venne tuttavia funestata nelle acque
di Camarina da un disastroso naufragio, da cui si salvarono solo 80 navi su 364.
Nei due anni seguenti, la flotta romana (con 300 navi) venne impiegata per la

