Page 84 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
P. 84
70 DOMENICO CARRO
retta, attraverso la Gatlia. La prima fu hloccata dal potere navale romano, la seconda fu
resa pericolosa e, infine interrotta con l'occupazione della Spagna settentrionale da parte dell'e-
sercito romano. L'occupazione fu resa possibile dal controllo del mare, che i Cartaginesi non
mirero mai in pericolo. In tal modo, rispetto ad Annibale e alle sue basi, Roma occupava
due posizioni centrali: Roma stessa e la Spagna settentrionale, unite da una facile linea inter-
na di comunicazioni, il mare, attraverso il quale le due posizioni si davano continuo, reciproco
57
supporto» < >.
Nel211 a.C., il giovane Publio Cornelio Scipione (24 anni) ottenne il coman-
do delle operazioni in Spagna, che avevano subìto una battuta d'arresto l'anno pri-
ma, dopo la tragica morte dei due Scipioni (il padre e lo zio del giovane Publio),
caduti in battaglie terrestri. Il nuovo comandante, giunto in Spagna con 30 quin-
queremi, iniziò ad operare nella primavera del 210 a.C., decidendo di assaltare
innanzi tutto Cartagena (allora chiamata Nuova Cartagine) con un'azione congiunta
navale terrestre. Scipione aveva assegnato il comando della flotta al suo grande amico
Caio Lelio, che mantenne l'incarico per tutta la durata della sua missione in Spa-
gna ed anche per la successiva spedizione in Africa. Con la presa di Cartagena,
Scipione privò il nemico della sua principale base navale iberica, d'importanza fon-
damentale per i collegamenti con l'Africa e per la logistica delle forze cartaginesi
in Spagna. Vi vennero catturate 18 navi da gUerra (che vennero a sommarsi alle
sue precedenti 35) e 63 navi onerarie, alcune col carico. L'anno seguente (209 a.C.),
visto che le coste ispaniche erano libere da flotte puniche, egli fece sbarcare i militi
navali, facendoli partecipare alle successive operazioni terrestri (per quasi quattro
anni). Nel206 a.C., Gade (l'odierna Cadice, sull'oceano Atlantico) ospitava l'ulti-
mo consistente presidio dei Cartaginesi in Spagna; questi si erano infatti ormai
ridotti nell'estremo lembo meridionale della penisola iberica, sotto il comando di
Aderbale e di Magone, il terzo fratello di Annibale (Asdrubale, recatosi in Italia
attraverso la Gallia per portare rinforzi ad Annibale, era stato sconfitto ed ucciso
dai consoli romani). In quella situazione, Aderbale salpò da Gade diretto a Carta-
gine con otto triremi, precedute da una quinquereme; una flottiglia comandata da
Lelio (una quinquereme e sette triremi), salpata da Carteia (porto situato nel golfo
compreso fra le odierne città di Algeciras e Gibilterra), intercettò la formazione
punica dando vita ad una battaglia navale nello Stretto. Sebbene il combattimen-
to fosse sensibilmente influenzato dal gioco delle correnti, la quinquereme di Lelio
riuscì ad affondare due triremi cartaginesi ed a immobilizzarne una terza. Dopo
la vittoria navale romana, Aderbale si disimpegnò con le navi superstiti verso Car-
tagine. Poco dopo, Magone, avendo perso ogni speranza di poter ottenere qualche
utile risultato in Spagna, abbandonò Gade, che venne così occupata dai Romani.
Dopo aver portato a buon fine la propria missione in Spagna, Scipione consegnò
quella provincia al nuovo pretore e salpò con la sua flotta per rientrare a Roma
(206 a.C.).
Giun~o nell'Urbe, Publio Cornelio Scipione (a 30 anni) venne eletto console
per il 205 a.C.; il Senato diede il suo assenso alla preparazione di una spedizione
navale in Africa ed assegnò a Scipione 30 navi da guerra che si trovavano già in

