Page 93 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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NASCITA  E AFFERMAZIONE  DEL  POTERE  MARITTIMO  Dl ROMA                79

         guerra Giugurtina (111-105) i Romani mantennero oltremare un esercito di oltre
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         40 mila uomini < >,  più volte avvicendato e sempre supportato logisticamente dalle
         navi romane, che assicurarono anche il collegamento con le acque della Tripolita-
         nia (ove·Leptis Magna aveva richiesto la protezione di Roma) <76>:  oltre a svariate
         centinaia di  navi  onerarie,  vi  deve  certamente essere stata una  flotta  di  navi  da
         guerra, commisurata con le esigenze di sicurezza e con il rango consolare dei vari
         comandanti in capo avvicendatisi in Mrica. Subito dopo,  nella guerra Cimbrica
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         (104-101), una flotta- citata da Furio Anziante(7 )- venne utilizzata per il so-
         stegno logistico delle truppe: la rilevanza delle esigenze navali è dimostrata dal fat-
         to  che  Mario  ebbe  bisogno  di  scavare  un  canale  navigabile  (la  celebre  Fossa
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         Mariana) < > per consentire alle navi un transito in sicurezza evitando le secche delle
         bocche del Rodano. In quegli stessi anni, nelle guerre contro i Lusitani (108-94)
         vi fu  certamente la necessità di una cospicua componente navale per il trasporto,
         il collegamento, l'avvicendamento ed il sostegno logistico delle forze.  Questa pre-
         senza navale romana in acque oceaniche (probabilmente con base a Cadice) è an-
         che dimostrata dal fatto che al pretore Quinto Servilio Cepione (108) venne attribuita
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         la costruzione di un grande faro < 9>  nei pressi della foce del Beci (odierno Guadal-
         quivir), mentre al proconsole Publio Licinio Crasso (96-93) venne addirittura at-
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         tribuita una navigazione da Cadice alle  isole Cassiteridi < > (odierne Scilly,  a sud
         ovest della Cornovaglia), ricche di stagno e di piombo. Ancora nello stesso perio-
         do, nella guerra Tracica (103-71) l'esigenza navale fu  implicita nella collocazione
         oltremare dell'area di operazioni; la particolare ferocia attribuita. ai Tra ci dovreb-
         be aver reso irrinunciabile l'uso di  navi da guerra romane.  Contemporaneamente,
         nella prima guerra Piratica (102-100), è noto che Marco Antonio (l'oratore) ebbe
         una  propria flotta  che venne  portata dallo  Ionio  in Egeo  facendola  transitare -
         per via terrestre - dall'Istmo di Corinto <BI).  Infine, nella guerra Sociale (90-88),
         la flotta romana- di cui conosciamo il comandante in carica nel89, il legato Aulo
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         Posrumio Albino < >,  e pochi sprazzi su qualche azione compiuta da un certo Ota-
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         cilio e da altri < 3>  - venne integrata con qualche unità proveniente dalla provincia
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         romana d'Asia e da alcune città marittime alleate:  due triremi da Eraclea pontica < >,
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         alcune  navi  da  Smirne < > ed altre tre navi  provenienti  da Clazomene  (nel golfo
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         di Smirne), Mileto e Caristo (Eueba) < 6>.  Tirando le somme, ci sembra ragionevo-
         le desumere, dai pur scarni elementi di cui disponiamo, che nel periodo considera-
         to le attività navali di Roma continuarono ad essere caratterizzate da una convincente
         vitalità.
             Considerando poi, fra gli eventi che seguirono, quelli di maggiore spicco sot-
         to l'ottica navale e marittima, si vede bene che il momento di effettiva crisi si veri-
         ficò  proprio all'inizio della I  guerra Mitridatica (88-84),  in cui Silla si  trovò -
         primo ed unico  fra  i comandanti in capo  romani - a  dover condurre la  prima
         fase  di una grande operazione oltremare senza disporre di  una propria flotta;  la
         situazione era peraltro stata aggravata da Mitridate eh~ aveva promosso, in quegli
         anni, un'abnorme proliferazione della  pirateria, che agiva a suo favore.  Come si
         è già accennato, la forza  navale costituita dalle  navi alleate recuperate da Lucullo
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