Page 192 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'AERONAUTICi\ DEL TRATTATO DI PACE                              181


          commessi ai vertici dello Stato e ai vari livelli dell'organizzazione nazionale,
          compresa quella aeronautica.
              Gli  aviatori  italiani,  in  verità,  escono  a  viso  alto  dalla  tragedia  della
          Seconda Guerra Mondiale e dalle umiliazioni del Trattato di  Pace. (IS)
              Essi,  come pure gli  uomini di terra o di  mare, sia che fossero  fascisti  o
          antifascisti, combatterono duramente e lealmente per il  loro Paese, prima e
          dopo l'armistizio. Meno validi, in genere, si  dimostrarono gli alti ufficiali, i
          comandanti delle grandi unità e quelli ai vertici degli Stati Maggiori.
              La lealtà ed il valore dimostrati nel corso della guerra, nonché il contri-
          buto di  sangue e  di  sacrifici  dati dagli  uomini della  Regia Aeronautica  nei
          venti mesi di cobelligeranza italiana alla vittoria degli Alleati in Europa, tut-
          tavia non potevano essere cancellati o sottovalutati. Nel contempo la fiducia
          degli  aviatori  italiani  in  se  stessi,  nell'Aeronautica,  nell'Italia  rinnovata  c
          negli Alleati  non  poteva  non  essere  premiata.  Anche  se  al  momento della
          pubblicazione del trattato di pace le  limitazioni imposte all'Aeronautica ita-
          liana parvero molto severe e deludenti, gli aviatori non persero la  fiducia in
          se  stessi. Questi uomini con il  loro coraggio, la loro abilità, il  loro addestra-
          mento e la  loro lealtà alla Patria e alla causa degli Alleati, pur dopo la scon-
          fitta inevitabile dei primi 39 mesi di guerra, non potevano assieme a tutti gli
          Italiani non riportare l'Italia nel consesso delle  nazioni civili e nel naturale
          alveo della sua. Storia.
              Nelle grandi vicende della storia della civiltà alla fine dei conti, infatti, è
          sempre il valore dell'uomo quello che conta.
              L: onorevole De Gasperi, pur non aspettandosi "sconti per l'Italia" meditò
          a lungo sull'atteggiamento che il governo italiano doveva assumere nelle trat-
          tative, se  così  si  potevano chiamare, per il  trattato di  pace. In perfetta sinto-
          nia col suo severo stile di vita ed il suo sobrio linguaggio voleva evitare che si
          pensasse ancora ad un'Italia astuta e sorniona e ai bluff della vecchia classe
          dirigente.  Da grande statista qual' era gli  premeva di  rimettere l'Italia sulla
          strada della democrazia e di  dare agli Alleati e al  mondo intero una sensa-
          zione di  lealtà  e  di  serietà  dell'Italia.  La serietà e  la  lealtà ed il  senso dello
          Stato alla fine sono sempre carte vincenti.
              Il generale Aimone Cat, con chiarezza di idee ed eccezionale equilibrio
          di  giudizi,  seppe  bene guidare  e  riorganizzare  l'Aeronautica  italiana.  Con
          fermezza  e  diplomazia  egli  seppe  anche  ben  divulgare  e  valorizzare,  in
          campo  nazionale  e  alleato,  l'attività  compiuta  dai  reparti  della  Regia
          Aeronautica  nel  corso  della  Guerra di  Liberazione.  Un grande successo  lo
          conseguì a Parigi, nella fase preparatoria del trattato di pace, ottenendo attra-
          verso  gli  amici  aviatori  anglo-americani  che  nel  trattato  si  parlasse  di
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