Page 189 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                ad assolvere i suoi utili e preziosi compiti fino a tutto il  1948, allorché "i vec-
                chi trimotori militari vennero affiancati dai primi velivoli civili italiani, alcuni
                dei quali ceduti in affitto dall'A.M.  a compagnie aeree".  0 4 )
                    L'A.M.  in tal  modo riuscì a  mantenere forze  aeree,  sia  pure limitate e
                prettamente tattiche,  abbastanza efficienti  essendo  dotate  di  velivoli  allora
                ancora validi  (Mc. 205, Spitfire e P.  38). Forze molto necessarie per fronteg-
                giare i pericoli che già si delineavano ai confini orientali data la crescente ten-
                sione fra est ed ovest. (IS)
                    Sin dal 1947 si procedette alla riorganizzazione dei tre Ministeri milita-
                ri  della  Guerra,  della  Marina e  della Aeronautica  che  vennero  riuniti  nel
                nascente  Ministero  della  Difesa. 0 6 )  Era questa  l'occasione  per sviluppare
                una cultura e una politica militare interforze, la cui mancanza era stata causa
                di amare esperienze, ma allora molti degli uomini ai vertici delle forze arma-
                te erano ancora prigionieri del passato.
                    In accordo alla nuova situazione geopolitica erano aumentati i compiti
                delle forze aeree nei confronti dell'Esercito e della Marina; nonostante ciò il
                bilancio dell'Aeronautica secondo la  tradizione italiana continuava anacro-
                nisticamente ad essere la metà di quello della Marina ed un quarto di quello
                dell'Esercito. Su di esso inoltre gravavano considerevoli somme da devolvere
                all'aviazione civile. Per cui si ebbe una drastica riduzione dell'attività di volo.
                "La situazione,  lamentata per iscritto al Quartier Generale dell'Allied Forces
                Branch  il 2 giugno  1947, portava Aimone Cat a fornire dati di estremo inte-
                resse. A fronte delle dieci ore mensili per pilota,  ritenute dagli Alleati il mini-
                mo indispensabile,  il Capo di Stato Maggiore sottolineava come l'A.F.S.C.  non
                ne avesse autorizzate che sei,  delle 'quali non furono mai fatte più di due'.  Ciò
                dipendeva appunto dalle ristrettezze economiche: per il bilancio 1947-1948: sul
                capitolo 204 (carburanti e lubrificanti) a fronte 2325 milioni richiesti per l'ad-
                destramento minimo dei piloti ne furono effettivamente stanziati solo 700: con
                ciò,  commentava  Aimone  Cat,  'l'attività  addestrativa  dei  Reparti  è  a priori
                esclusa"'. 0 7 )
                    La ridotta disponibilità di ore di volo, la discontinua attività volativa dei
                piloti e la vetustà dei velivoli, purtroppo, comportarono in quel periodo un
                eccessivo tasso di incidenti di volo e la morte di numerosi piloti.
                    Tra  mille  difficoltà  di  ogni  genere,  all'indomani  del  trattato  di  pace,
                l'Aeronautica  avviò  un complesso  programma di  rischieramento di  reparti
                operativi e di riorganizzazione dei suoi enti, centrali e periferici, e delle scuo-
                le  di  formazione  e  di  addestramento:  Accademia  Aeronautica  a  Nisida,
                Scuola  di  Guerra Aerea  a  Firenze,  Scuola  Specialisti  a  Caserta,  Scuola  di
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