Page 186 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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L'AERONAUTICA DEL TRATIATO DI PACE                               175


           occupazione era precipitata verticalmente. Le 150 000 maestranze dell'indu-
           stria aeronautica, raggiunte nel1942, nel1945-46-47 si erano ridotte a meno
           di 6000  unità lavorative. (S)  E  l'Aeronautica Militare,  principale acquirente
           dell'industria aeronautica nazionale, non poteva procedere ad alcuna com-
           messa a causa delle sue gravi condizioni di bilancio.
               Tra il  1946 ed il  1947 l'Aeronautica era impegnata anche nel difendere
           la  sua  identità  quale  forza  armata  autonoma  nei  confronti  dell'Esercito  e
           della Marina, nel gettare le basi della sua riorganizzazione e nella ricostitu-
           zione del Potere Aereo italiano. Le conoscenze acquisite erano notevoli, ma
           i mezzi a disposizione erano molto limitati per i nuovi compiti, che però non
           erano ben definiti, perché non era definita la politica estera italiana a medio
           e a lungo termine.
               Nella pubblicistica militare vi furono degli scambi di opinioni fra  i vari
           esponenti delle tre forze armate sulla futura struttura delle stesse,  anche in
           relazione a quanto il Trattato di Pace avrebbe comportato.
               Partendo dai presupposti geostrategici e dall'impossibilità di determina-
           re  il  nemico a priori, vi fu  un pregevole studio del generale Francesco Rossi
           dal titolo "La Ricostruzione dell'Esercito" edito a Roma nel 1945.
               L'ammiraglio Fioravanzo nel suo studio, ipotizzava anche un'Aviazione
           dell'Esercito e un'Aviazione della Marina. E, vista l'impossibilità per l'Italia
           di disporre di una forza aerea strategica, auspicava il  ritorno dell'organizza-
           zione aeronautica italiana a quella ante 28 marzo 1923.
               Il  generale Aimone  Cat,  intanto,  aveva  incaricato  il  generale Amedeo
           Mecozzi  di  istituire  l'A.C.A.  (Associazione  Culturale  Aeronautica),  che
           divenne casa editrice della Rivista Aeronautica. Il contributo di pensiero del
           generale Mecozzi, ispirato al binomio "cooperazione e indipendenza", luci-
           damente espresso, fu molto significativo in quel delicato momento nel quale
           l'A.M. doveva costituire lo zoccolo duro del rinascente Potere Aereo italiano.
               Nella Rivista  Aeronautica,  che  aveva  sospeso  le  sue  pubblicazioni  nel
           giugno 1943, riprendendole all'inizio del  1945, sia pure a cura dell'Associa-
           zione  Culturale Aeronautica  compariva  un  pacato  articolo  del  colonnello
           Fanali sulla riorganizzazione dell'Aeronautica ( 9 )  e un infocato articolo del
           colonnello  Pasti  (IO)  contro  il  sopraddetto  studio  ufficiale  dell'ammiraglio
           Fioravanzo.
               "Coloro  i  quali,  nei  decenni  successivi,  hanno  attribuito  al  generale
           Aimone Cat il merito di avere salvato l'Aeronautica Militare dallo smembra-
           mento sono nel giusto. Il Capo di Stato Maggiore non si fece frastornare da una
           o dall'altra parte dei polemisti e conservò una equilibrata chiarezza di giudizio
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